Casey si era avvicinato abbastanza per udire, tenendo la testa girata, e, mentre consegnava la chiave, trasse di tasca il portafogli in modo da far notare quanto fosse rigonfio.
— Un momento, tenente — mormorò l’impiegato, accostandoglisi. — Buon giorno, signore. Ci lasciate?
— Appunto.
— Tutto è stato di vostro gradimento?
— Perfetto, perfetto. Ho dormito come un neonato.
Dopo aver compilato le necessarie schede, l’impiegato sorrise. — Mi pare che il vostro conto sia già saldato, signor Morrow — osservò.
— Davvero? Ah già, ora ricordo. — Stava andandosene, evitando con cura i due all’altro capo del banco, quando gli venne un’idea geniale. — Se qualcuno mi cercasse — aggiunse — dite che ho concluso i miei affari e sono tornato sulla costa.
— Senz’altro, signor Morrow. Volete lasciare un indirizzo?
Era inutile strafare, e riuscì a rispondere con un sorriso: — Chiunque abbia comunicazioni che m’interessano conosce il mio indirizzo.
Tutto andava a gonfie vele. Si trattava di procedere piano, con prudenza. Mantenere un passo misurato e cauto. Si scostò dal banco e si fermò volutamente per guardare l’orologio; ciò gli permise di udire qualche stralcio della conversazione con il tenente della polizia.