— Siamo in due a non capire.
— Ma non sapete neppure chi fosse?
— Ora lo so.
A questo punto poteva intervenire il giornale, e Casey glielo tese, guardandosi poi attorno in cerca di una sedia, su cui prese posto a cavalcioni, incrociando le braccia sullo schienale e appoggiando il mento sulle mani. Guardava Maggie leggere le notizie in prima pagina, ma dal volto di lei non trapelò nulla. Poco dopo depose il giornale.
— Ora potete avvertire la polizia — disse Casey — oppure prestar fede alla mia versione. In fondo, sia l’una sia l’altra cosa mi sono piuttosto indifferenti.
— Phyllis Brunner — mormorò Maggie.
— Come vedete, non ho sognato.
— Altri sono al corrente?
— Alcune persone. Quando ho lasciato l’albergo, circa un’ora fa, il barista stava fornendo la mia descrizione a un tenente di polizia dall’aria molto sveglia. Non sono mai stato un genio, ma so bene che cosa significa. Quando i giornali del pomeriggio pubblicheranno i miei connotati, nessuno in città scotterà quanto il sottoscritto. E non è per vantarmi, ma penso che ci sarà anche una taglia.
— Non inducetemi in tentazione! — fece Maggie irritata. Era pallida, visibilmente preoccupata, e Casey capiva il suo stato d’animo. Non era indicato avere ospite un uomo ricercato per omicidio e fors’anche per due. Tuttavia non chiedeva aiuto, almeno per il momento.