— Se siete un giornalista arrivate in ritardo — sbottò.
Giornalista! Pareva un buon suggerimento, e Casey se ne valse.
— Oltre alle qualità troppo palesi perché valga la pena di parlarne — disse — vedo che siete anche telepatica. Intendete dire che i miei colleghi mi hanno battuto?
— Da alcune ore.
— Ecco che cosa succede a essere dormiglioni — sospirò Casey.
Trasse di tasca un pacchetto di sigarette e, dopo averlo teso alla bionda, si soffiò sulle dita per scaldarle per il gelido rifiuto di lei. Scorgendo poi un accenditore d’argento su un tavolo basso all’altro capo della stanza, andò a prenderlo e se ne servì. Anche il secondo tavolo era coperto da un ripiano di vetro, e a ogni lato lo fiancheggiava un divano. Casey non vedeva un luogo tanto lussuoso da quando aveva per l’ultima volta comprato dei calzini a Beverly Hills.
— Deve andare a gonfie vele il principale, per essere un novellino — mormorò.
— Si cava la fame — osservò la bionda.
— Suppongo che Brunner gli procurasse molti affari.
— Lo suppongo.