— Allora sai chi è? — chiese Maggie.

— Credo di saperlo. Anzi, sono sicura di saperlo. Papà era l’unica persona che temeva, l’unico che lo intralciasse. Era riuscito a ipnotizzare mia madre come fa con tutti, ma papà non si era lasciato menare per il naso. Aveva detto che non dovevo sposarlo se non ne avevo voglia.

Casey diede un’occhiata a Maggie, che rispose con un cenno di soddisfatta modestia. Rivolto a Phyllis spiegò: — Maggie ritiene che steste scappando da Lance Gorden quando veniste qui la prima volta.

— Lo conoscete?

— Ci siamo incontrati — fece Casey, sfregandosi le nocche con aria pensierosa.

— Maggie ha ragione, scappavo da lui. Insisteva sempre perché lo sposassi, e la mamma faceva altrettanto, così finii per cedere. — Phyllis aggrottò la fronte, quindi aggiunse: — Mia madre si agita troppo, trova che dovrei sistemarmi. Suppongo che le sue intenzioni siano buone, ma non capisce fino a che punto Lance l’abbia ipnotizzata.

— Dev’essere un vero Svengali — osservò Maggie — e senza neanche la barba.

Nelle sue parole affiorava un’inflessione che consigliava la prudenza, e Casey fu messo in guardia. “Ricorda” gli stava dicendo “è la piccina dalla fantasia fervida. Ricorda la disgraziata prima donna e il padre dedito al sacrificio.”

— A prescindere da una ragione ovvia che per il momento lascerò perdere — disse Casey — perché Gorden ci tiene tanto a questo nozze?

— Denaro. — La risposta era stata pronta.