Era un problema con cui si erano già arrabattati i cervelli più intelligenti dell’Ufficio Disoccupazione, ma Casey non esitò. — Sono stato barista, camionista e guerriero.

— E questa è stata la vostra più recente attività?

— La penultima. Dopo aver vinto la guerra, con qualche trascurabile aiuto, dovevo disporre del mio denaro mal guadagnato. Avrei potuto dedicarmi alle corse dei cavalli, ma è troppo rischioso, perché esiste sempre la possibilità di vincere. Mi misi invece negli affari e in quattro e quattr’otto feci piazza pulita.

Non desiderava rivangare tutto ciò. In fin dei conti, l’intero scopo della festicciola era di dimenticare. Caso strano, però, la ragazza non chiese nulla. Disse invece: — Siete disponibile, allora.

— Per qualsiasi cosa.

Forse era stata una frase imprudente, ma, in questi casi, si sentiva proprio così: eccitato, spericolato, pronto a tutto. Quando era apparsa quella visione dagli occhi color fumo e priva di apparenti inibizioni, era sommerso dall’avvilimento, e qualcosa doveva pur succedere. La ragazza ordinò ancora da bere, e la sua voce bassa e riposante si affievolì, come in lontananza. Casey non aveva visto se aveva gareggiato con lui, nel calmare la sete, e del resto la cosa non avrebbe avuto importanza, dato il suo grande vantaggio. Era ancora abbastanza euforico, ma non gli garbava che l’immagine della sua interlocutrice svanisse in quel modo. Appoggiò il mento su una mano, sforzandosi di centrare la vista su di lei e soprattutto di afferrare ciò che stava dicendo:

— Un incarico proprio adatto a voi. Credo che vi piacerà.

— Allora non si tratta di guidare un autocarro.

— No. — Ancora una volta, lei parve sul punto di sorridere.

Il sorriso, una vaga promessa di sorriso, quegli occhi, un fremito delle labbra. Però continuava a dileguarsi, per quanti sforzi Casey facesse. Quando lui tentennò il capo a significare che aveva capito, la ragazza chiese il conto e, solo dopo che il cameriere fu apparso e scomparso, Casey vide la borsetta aperta sul tavolo. Il suo sguardo fu attirato non tanto dalla borsetta, che per lui assomigliava a qualsiasi altra, quanto dall’interessante pacco di banconote che conteneva, e che valse a dissipare per un attimo la nebbia nella quale era immerso.