Casey non aveva dimenticato che il suo compito consisteva nell’occuparsi di Lance, ma riteneva che non sarebbe stato certo un male compiere qualche indagine nei riguardi della ragazza, che in quelle strane circostanze era diventata sua moglie. — Voi la conoscevate, immagino.
— Soltanto di vista. Veniva spesso in ufficio.
— Lavorava?
— Se lavorava! — Lo stupore portava sorprendenti mutamenti al viso di Leta, come se delle luci si accendessero d’un tratto su un palcoscenico buio. — Una ragazza come Phyllis non ha bisogno di lavorare, signor Kelly. Le basta tendere la mano per ottenere ciò che vuole. Ecco tutto.
Naturalmente non era tutto. Intendeva dire che Phyllis apparteneva all’alta società, non aveva mai dovuto affrontare la sveglia mattutina e gli orari degli autobus, non aveva mai dovuto lavare la propria biancheria di notte nella toletta comune… mai. Ma quelle cose non si potevano dire a un estraneo, soprattutto a un estraneo dallo sguardo pronto. Le luci nel suo volto si spensero e Leta rimase con gli occhi fissi sulle proprie mani.
— Il signor Brunner era molto generoso con la sua famiglia — riprese poi in fretta. — Cioè con Phyllis e con la moglie.
— Capisco — mormorò Casey.
— Anche per le opere di beneficenza. Erano opere di cui s’interessava la signora, ma il denaro lo passava lui. In questo momento si occupava del progetto dei “Verdi Pascoli”, un’idea veramente meravigliosa per strappare i bambini indigenti dai quartieri poveri. Col tempo l’opera diventerà autonoma, ma gli inizi sono molto dispendiosi.
Tacque un istante per riprendere fiato, poi continuò: — Io naturalmente so soltanto quanto ho udito dire dal signor Brunner al signor Gorden.
— Gorden? — Forse Casey stava diventando suscettibile su questo punto, ma gli pareva che ogni voce femminile si raddolcisse un poco nel pronunciare quel nome. — È interessato anche lui in questa opera pia?