— Avevate qualche particolare ragione? — L’interesse di Casey si era risvegliato.
— Si. Negli ultimi tempi era stato oberato di lavoro, e ritenevo che fosse meglio non lasciarlo solo dopo quanto era accaduto l’estate scorsa. Ebbe un attacco, forse lo avete saputo.
— No, non lo sapevo.
— Cuore. Accadde durante una fine settimana, mentre si trovava nella sua villa di campagna. In seguito prese in affitto l’appartamento in città, e questo lo facilitò molto.
Il racconto aveva un suono familiare. Lance Gorden aveva detto circa la stessa cosa, e le prove riguardo al pettegolezzo della segretaria si facevano sempre più deboli. Casey, scrutò per un momento il volto di Leta. Mica male. Naso un po’ troppo grande, labbra un po’ troppo sottili, ma, nell’insieme, formava un quadro abbastanza piacevole. Certo non aveva la classe di Alicia Brunner. Quanto a Darius, a giudicare dalle fotografie pubblicate sui giornali, Darius era stato un uomo di aspetto insignificante.
Si alzò e prese il cappello dal tavolo, dicendo: — Mi pare che possa bastare. Non vi disturberò oltre, signorina Huntly, e apprezzo il vostro aiuto. Suppongo che voi non abbiate idee personali sulla vicenda.
Leta doveva aver deciso di agire con discrezione, sebbene Casey avesse notato una improvvisa vivacità nel suo sguardo. Non era cieca e aveva quindi letto dell’uomo in grigio sui giornali.
— Una cosa ancora — aggiunse, ormai vicino alla porta. — Potreste dirmi come posso mettermi in contatto con Carter Groot?
— Come?
— Groot, Carter Groot. Credo che fosse un amico di Brunner, e quindi potevate averlo visto in ufficio.