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Era esattamente mezzogiorno e due minuti quando Audrey Nardis usci dall’ascensore per entrare nell’atrio degli uffici Brunner. Su un vestito verde indossava una pelliccia marrone, troppo lussuosa se l’avesse pagata lei, e troppo modesta in caso contrario; sul suo viso era dipinta un’espressione ansiosa e guardinga. Casey attese che fosse arrivata all’arco della porta che dava sulla strada, prima di uscire da dietro una vicina colonna e afferrarla per un braccio.

— Cercate qualcuno? — le chiese.

Si volse di scatto e sbarrò gli occhioni castani. — Ah, siete voi!

— Allora vi ricordate di me?

— Se ricordo… A proposito, il signor Gorden vorrebbe vedervi.

Casey riuscì a spingerla in strada. Fuori c’era già la ressa del mezzogiorno, e, date le circostanze, gli garbava l’idea di essere in compagnia numerosa.

— Buffo — mormorò, mentre si avviavano senza una mèta particolare. — Non credevo proprio che gliene importasse.

— Altro che! Mi ha detto di chiamare subito la polizia, se avessi mai rivisto quel finto reporter.

— Non ve lo consiglio.