Riprese a lucidare il bancone scrollando le robuste spalle e disse: — La mamma è disopra. È invecchiata come tutti, ma è ancora disopra. Val su da lei, sei suo figlio.

Dal tono pareva quasi che se ne vantasse, ma Casey non rimase ad ascoltare altro. Per arrivare alle scale gli toccò uscire dalla doppia porta e voltare poi a sinistra. Come in passato, un’unica lampadina illuminava le scale, e lui ricordava ancora la suonata che aveva preso il giorno in cui per disgrazia aveva rotto il paralume di vetro smerigliato con la mazza da baseball.

In fondo al corridoio al piano superiore, una porta immetteva nella cucina che era tuttora verniciata di verde, col pavimento ricoperto da un linoleum nocciola. La madre era seduta davanti al tavolo verniciato a smalto, su cui era steso un giornale aperto; Casey notò per prima cosa che aveva tutti i capelli grigi. Non ricordava bene di che colore fossero stati in passato, ma adesso erano grigi. Le mani posate sul giornale erano screpolate, ruvide per il troppo lavoro, e il viso che volse verso di lui nell’udire la porta che si apriva era troppo stanco per trovare riposo su questa terra. Ammiccò leggermente — non si era mai arresa alla necessità di usare gli occhiali — quindi fece un rapido segno della croce.

— Ciao, mamma — disse Casey. — John mi ha detto che eri qui e sono salito.

— Mio Dio — mormorò lei, con le labbra tremanti. — Credevo che fossi un fantasma.

— Sono io in carne e ossa.

Il silenzio di anni che si frapponeva tra loro era tragico: quante cose non avrebbero mai potuto essere dette né raccontate. “È mia madre” diceva Casey a se stesso “ma per me è un’estranea… oppure sono io un estraneo per lei. Non siamo più neppure capaci di parlarci.”

Alla fine lei disse: — Non mi hai mai scritto; ti credevo morto. Ho acceso tante candele in chiesa.

— In effetti, un paio di volte ho sfiorato la morte, in guerra.

— John me lo aveva detto. Quando te ne andasti senza fiatare con nessuno, mi disse: “Non aspettarti di rivedere Casey. È andato in guerra”. Invece io ti aspettavo sempre, ma tu non tornavi.