Si era alzata in piedi, ma il figlio non aveva fatto neppure un passo verso di lei, e allora restò accanto al tavolo, forse perché aveva bisogno di un sostegno. Casey era addolorato della propria freddezza, ma che cosa si può dire quando si è stati lontani tanto tempo? Strinse i pugni, dicendosi che non sarebbe dovuto tornare. Avrebbe dovuto rimanere lontano e lasciare che sua madre accendesse le candele; questo forse le avrebbe dato maggior conforto. Ma poi, d’un tratto, lei girò attorno al tavolo e si accostò, scrutandolo, divorandolo con lo sguardo, e solo quando gli fu molto vicina Casey vide che i suoi occhi erano umidi di lacrime.
Gli disse: — Sei più robusto.
— Infatti, devo aver preso qualche chilo.
— Hai un buon aspetto. Stai bene?
— Benone, mamma.
— Non sei stato ferito in guerra?
— Qualche graffio. Ho avuto fortuna.
— Io accendevo le candele — gli ricordò.
Lo scrutava ancora, ma poi il suo sguardo si fece più attento e, prima ancora che avesse aperto bocca, Casey intuì le domande che si stavano formando nella mente di lei.
— Sei nei guai?