— Niente guai, mamma.
— Ti ho visto nei guai altre volte. Ti si legge in faccia.
— Ti dico che non sono nei guai. Passavo di qui…
Non lo ascoltava più e fissava qualcosa alle spalle di lui. Casey si voltò. Per qualche minuto aveva addirittura dimenticato Phyllis, ma ora eccola ritta sulla soglia con uno sguardo sperduto negli occhi. Cercò di sorridere, quindi venne a infilare un braccio sotto quello di lui.
Schiarendosi la gola, Casey disse: — Mamma, questa è Paula. — Avevano deciso di adottare quel nome. — Mia moglie.
Era la prima volta che pronunciava quella parola e ne ebbe una strana sensazione. Si aspettava che rispondesse qualcosa, ma vedendo che sua madre fissava immobile Phyllis, fu preso dal terrore che l’avesse riconosciuta dalle fotografie sui giornali. Poi si ricordò che era miope e leggeva soltanto le notizie sulla colonia polacca.
— Come state, signora Morokowski? — riuscì a dire Phyllis. — Sono molto felice di fare finalmente la vostra conoscenza.
— Sono la signora Posda — fu l’asciutta risposta, mentre sfiorava appena la mano tesa verso di lei. — Casimir avrebbe dovuto dirvelo.
Questi intervenne rapidamente: — Siamo sposati da pochi giorni.
— Davvero?