Il signor Hodge guardò Orcutt a lungo e quindi si volse verso gli altri con un’espressione di stupore genuino sul volto.

— Volete dire che non lo sapete?

— Che cosa? — La mano di Betty si strinse a quella di Devan.

— Solo un giorno è trascorso da quando siamo passati nell’Ago.

Le speranze di Orcutt di avere un’informazione precisa svanirono. Evidentemente l’uomo non aveva capito di cosa stessero parlando. D’altra parte nessuno si sentì di muovere obiezioni al vecchio. Così non gli dissero che era in errore.

— So — aggiunse lui — che cosa state pensando, ma non è proprio così. — Puntò il dito a nord. — Vedete l’Orsa Maggiore? Ora, partendo dalle stelle nelle sbarre del Carro, la prima stella si muove verso il basso, la seconda si muove a sinistra, come fanno tutte le altre, eccettuata quella al bordo del Carro. Quella si muove verso il basso proprio come la prima. Ora, se fossimo in un altro tempo, il Gran Carro dell’Orsa sarebbe tutto spostato. È molto meglio così come appare adesso, no?

— Un migliaio d’anni — si alzò la voce di Clarence Gleckman. — Non farebbe nessuna differenza se si trattasse di un migliaio d’anni.

Hodge si agitò, poi mosse la testa in senso affermativo. — Avete ragione. Un migliaio d’anni non farebbe molta differenza. Per esserci una differenza gli anni dovrebbero essere cento.

— E come potete allora essere sicuro di avere ragione? — chiese Orcutt.

— E sta bene — disse Hodge. — Guardate Saturno. Proprio all’estremo limite della Vergine e vicino alla Bilancia. — Studiò le stelle per qualche minuto, poi: — Scommetto che troverete la Stella del Nord. Ancora la Stella del Nord. Qualche migliaio di anni fa, la prima stella della Costellazione del Drago era la Stella Polare, come la stella più luminosa della Costellazione della Lira, detta “Vega”, sarà la Stella del Nord tra dodicimila anni.