— Fantastico — disse Tooksberry.
— Invece di star lì a preoccuparvi di dove siamo — interloquì la signora Petrie — accontentiamoci di sapere che siamo qui e cerchiamo di trovare il mezzo per tornare a casa.
— Costruiremo un altro Ago — disse Devan — ma ci vorrà del tempo. Dobbiamo trovare del ferro, costruire un altoforno e preparare tutto quanto è necessario per questa impresa.
— Sarà un lavoro tremendo — rispose il dottor Costigan.
— E dobbiamo prepararci a un’altra eventualità. Se non dovessimo riuscire a costruire una nuova macchina? Immaginate che non potessimo ricostruire, al momento, processi chimici industriali e che non ci fosse nessuno fra noi in grado di risolverli. Che cosa accadrebbe allora?
— Lavoreremo finché ci riusciremo — disse Basher. — Ci siamo trovati in situazioni disperate anche durante la guerra e ce la siamo sempre cavata.
— E sta bene: immaginiamo allora di riuscire a costruire un altro Ago. Come possiamo sapere con certezza che ci riporterà indietro? Può darsi, come ha detto Basher, che ci trasporti in un altro mondo, diverso dal nostro e diverso da questo, dove possono vivere individui diversi da noi.
— Ci ho pensato — disse Costigan — e credo di avere la risposta giusta. Se noi costruiamo un altro Ago, sarà tale e quale quello che abbiamo costruito. Noi siamo stati spinti qui da una forza creata dalla corrente diretta. Io credo che se invertiamo la polarità creeremo un campo di azione nel senso contrario, per cui dovremmo poter tornare là dove siamo venuti.
La signora Petrie si congedò per andare a dormire.
— Una sigaretta — disse il tenente Johnson dopo che la donna se ne fu andata. — Una sigaretta mi ci vuole. Non potreste inventare qualcosa che annulli questa necessità? — chiese.