Devan scosse il capo. — Non credo che Sudduth abbia ragione. C’è anche l’ammonimento che Dio aiuta coloro che si aiutano. E se noi non ci dessimo da fare, e non ci creassimo occupazioni, la vita qui sarebbe molto più penosa. Cosa sarebbe accaduto se Orcutt non avesse preso in mano le redini della situazione, dandoci così uno scopo?
— Sarebbe stato spaventoso.
13
Il caldo sole di giugno inondava di luce le rocce e un venticello tiepido passava tra le foglie nuove e i fiori che oscillavano dolcemente; e dappertutto sulla spiaggia, nei boschi, sulla distesa di erba, fino a poca distanza dalla riva del lago, si lavorava intensamente. C’era ancora molto da fare, lavoro per tutta l’estate.
Anche gli uccelli sui rami erano in movimento, come lo erano i loro lontani parenti, le galline e i galli, nei prati. I castori uscivano dai loro rifugi e scrutavano l’acqua. I tacchini intorno si dondolavano, e anche per le volpi e i lupi la fame del lungo inverno era finita.
Dalle costruzioni di legno e mattoni si alzavano verso il cielo colonne di fumo che uscivano dai camini, segno che era appena stato preparato il pranzo. Ora gli uomini erano tornati fuori al lavoro, nei campi, nei boschi, a costruire, mentre le donne, rigovernata la cucina, tornavano alle loro occupazioni particolari, agli arcolai, ai telai, agli asili, alle scuole.
C’era solo una grossa colonna di fumo che non proveniva dai camini, ma si alzava da una costruzione a nord, nella quale Devan Traylor, sudato e col volto annerito dal fumo, azionava con energia disperata un mantice.
Vicino a lui si dava da fare un uomo biondo e robusto, i cui muscoli si alzavano e si abbassavano con ritmica regolarità, senza che apparentemente sembrasse fare alcuna fatica. — Non dobbiamo poi ammazzarci — stava dicendo quest’ultimo. — Riusciremo ad avere abbastanza aria, attraverso questi condotti di argilla, vedrete.
— Benone, Gus — disse Devan — non vogliamo che il ferro diventi così caldo da scendere da solo. Dovresti sapere quello che stai facendo.
— Io non lavoravo molto vicino ai forni a Gary — rispose — ma ne sapevo più di quanto si immaginassero. Sino a che il ferro non diventa troppo caldo, noi siamo a posto. Lasciate che regga io i due mantici.