— Preferisco pescare — rispose con un sorriso luminoso.

— Piacerebbe anche a me. Ma abbiamo bisogno di ferro. Com’è la pesca?

— Abbastanza buona.

— Potrebbe anche andar meglio.

— E in che modo?

— Con gli uncini. Di ferro. — Devan vide che il ragazzo appariva interessato e continuò: — Ci occorrono arpioni. Punte d’acciaio per le frecce. Coltelli per scorticare. Perché non ci stai anche tu? Traylor Nelson, il più vicino concorrente all’acciaio U.S.A. da questa parte dell’Ago.

L’idea piacque al ragazzo e si unì a Devan. Fabbricarono mantici con la pelle di animali, fecero entrare l’aria nel deposito del minerale, e del carbone attraverso canali appositi. Gus Nelson consigliò anche il calcare, che riduceva più in fretta il minerale. Iniziata la lavorazione del ferro, Devan avrebbe voluto affidarla interamente a Gus dato che c’erano altre cose da fare, di cui avevano un bisogno estremo, il vetro, l’elettricità, a esempio. Ma il ferro era fondamentale, essenziale.

Essenziale. Devan pensò divertito al valore che le donne davano a questa parola riferendosi ai cosmetici, cosa di cui non avrebbero dovuto preoccuparsi minimamente in questa nuova vita selvaggia. Ma invece per loro il rosso per le guance e quello per le labbra erano veramente indispensabili, avevano trovato depositi di polvere rossastra quasi in superficie, polvere che, lavorata, dava un buon rosso.

Ciò avvenne prima che gli uomini scoprissero i depositi di minerale che risultarono in definitiva la stessa cosa, per cui il merito della scoperta poteva andare alle donne. Niente si prestava maggiormente per il trucco di questa polvere che, nella gradazione più scura, dava, mescolata al grasso degli animali, un rosso per le labbra di tono cupo che alcune, tuttavia, non riuscivano a usare per il sapore cattivo.

Essenziale. Per parte loro, gli uomini impiegarono un mucchio di tempo a cercare la pianta di tabacco. E quando finalmente riuscirono a trovarla, riempirono le pipe di argilla, già pronte.