Così. Devan concluse, la vita dall’altra parte dell’Ago non si annunciava poi molto diversa dalla solita.
Devan e Gus osservavano con attenzione il fumo che si alzava nel condotto circolare di argilla.
— Ricordo una volta — disse Gus, sempre con gli occhi fissi alla rossa massa di minerale. — Ci fu una perdita di ossido di carbonio e fecero allontanare tutti dal forno fino a che non fu riparato.
— Può darsi che anche in questo momento, si stia sprigionando ossido di carbonio, proprio qui, ma credo che non potrebbe far male a nessuno. Siamo così all’aperto — rispose Devan.
— Come vanno i miei fabbri? — Betty si era avvicinata ai due uomini. — Non riesco a capire come possiate starvene lì così vicino al forno.
— Ci siamo abituati — rispose Devan. — Come mai sei venuta qui?
— Volevo sapere come devono essere grandi le scatole di argilla.
— Sarebbe meglio che tu aspettassi sino a che abbiamo tirato fuori il ferro e gli abbiamo dato una forma.
Betty infilò un braccio sotto quello di lui: — Viene meglio dell’ultimo?
— Questo sarà un vero record, signora Traylor — rispose Gus. — Ora faremo un nuovo esperimento, nel quale entreranno anche le scatole che state preparando. Non appena la fornace si sarà un po’ raffreddata, ma il ferro sarà ancora caldo, lo tireremo fuori e lo batteremo per toglierne quanto più possibile le scorie. Poi gli daremo la forma che vorremo. Introdurremo i vari pezzi nelle scatole di argilla, le scalderemo e lasceremo che il ferro assorba il carbonio formando così una nuova lega molto più resistente del normale. Semplice, no?