— Ascoltate — disse Devan, girandosi dalle finestre che si stavano oscurando. — Conosco Sam Otto meglio di voi. È da anni che lo conosco. Ha cercato di vendermi congegni, sorprese e “mirabilia” fin da quando entrai professionalmente nel campo dell’elettronica, nel 1940. Non mi ha mai perduto di vista, neanche quando ero sotto le armi, aspettando che tornassi per sottopormi questa o quell’altra idea. E assolutamente nessuno dei suoi strambi progetti è mai valso una cicca. Vi si appiccica addosso con un progetto, si piglia il cinque per cento, poi taglia la corda e si dà subito d’attorno per trovare qualcun altro da imbrogliare.

— Voi piacete a Sam Otto — disse Orcutt.

— Per lui sono sempre stato un potenziale lattante. Non si può permettere di non avermi in simpatia.

— Gli spiacque molto di non trovarvi alla riunione.

— Non lo metto in dubbio. — Devan fissò acutamente Orcutt. — Quale è stato il vostro prezzo in questa faccenda?

Orcutt sfoggiava ancora il suo sorriso. — In tutto e per tutto, Devan.

Devan alzò le mani: — Mi arrendo. Mi siete sempre piaciuto, Edmund. Ma adesso non vi capisco.

Orcutt aprì un cassetto. Ne tolse alcuni fogli di carta.

— Avete detto cinque per cento. Guardate un po’ questo contratto. Non è ancora firmato, ma lo sarà, dopo la riunione del Comitato, questo pomeriggio. Vi risparmierò tempo annunciandovi che non troverete il nome di Sam da nessuna parte. E sapete perché?

— Ne sono impaziente.