— Visto che siete deciso, sarete prudente, vero? — gli chiese il dottore, attenuando il consiglio con un sorriso.
Mezz’ora dopo, il dottor Costigan premette il pulsante principale che dava luce ai tubi e li metteva in moto. Con Devan controllò importanti parti con un voltametro e prese alcune annotazioni.
Devan infilò la sua mano nell’Ago e con soddisfazione notò che spariva. — Funziona magnificamente.
— Siete sempre sicuro di volerlo, Dev? — chiese Costigan con la voce resa acuta dalla preoccupazione. — Cosa accadrà se non tornerete?
— Tornerò. — Spinse la sua mano nella parte inferiore dell’Ago e sentì la dura superficie poco al di sotto dell’apertura. Poi si sedette sul bordo dell’Ago e il suo piede vi sparì. Sentì sotto della terra. Guardò il dottore e lo salutò.
— Buona fortuna — gli disse Costigan.
Devan scivolò dentro.
Vide grosse nuvole che si accalcavano nel cielo in un mondo di pietra e di erba. Sopra la luna, alta e lucente, la cui luce faceva risaltare colline rocciose e cespugli uno dietro l’altro.
Non faceva freddo, ma Devan rabbrividiva all’aria che pareva sospingerlo un poco.
“Questa non è Chicago”.