Nello stabile sembrava ancor più freddo che all’esterno, proprio per quel senso di gelo che si avverte nelle case non riscaldate. La piccola stufa a petrolio che il vecchio teneva accanto a sé non scaldava affatto. Il fiato dei due formava effetti bizzarri nell’aria, mentre essi proseguivano con il vecchio, camminando sopra un pavimento sconnesso, verso il cupo retro della casa. Qui salirono vecchie scale che scricchiolarono sotto il loro peso con un suono ingigantito dal vuoto che regnava intorno.
Al secondo piano c’era una specie di capannone in legno con nitide finestre e all’interno vibrava una luce fluorescente. Dal tetto partivano diverse serie di fili elettrici intrecciati. Devan non riuscì a vedere nessuno all’interno della costruzione, mentre seguendo il vecchio la fiancheggiavano; ma, giunti vicino alla porta, che era aperta, Devan scorse Sam Otto.
Era sempre lo stesso Sam Otto, tondo e panciuto, dall’espressione gioviale e con l’immancabile sigaro che gli pendeva dalle labbra. Stessi occhi brillanti, stessa cordialità e, si disse Devan, la stessa loquacità.
— Devan, Devan! — Sam lo accolse molto calorosamente, tributando nel contempo una festosa accoglienza anche a Orcutt. — Dottor Costigan, abbiamo visite — disse. — Entrate, c’è posto per tutti! Fa freddo fuori. — E al vecchio: — Bene Casey, andate pure.
Sam era eccitato e compreso. — Io vi conosco, Devan. Voi non ci crederete. Ma neanche il signor Orcutt ci credeva, vero Orcutt? — Rise e gli diede una gomitata d’intesa. — Stavolta ci sono. — Ma prima di continuare ritenne opportuno togliere Devan dal visibile imbarazzo in cui si trovava presentandogli l’altra persona che ancora non conosceva.
— Dottor Costigan, questo è Devan Traylor. Devan, voglio che conosciate il dottor Costigan. Sarebbe meglio chiudere. C’è un termosifone ma non si sente il caldo con la porta aperta.
Devan diede la mano a un uomo alto e sottile, dai radi capelli e dai lucici occhi grigi. La sua mano era molle e stava un po’ curvo, come se la sua altezza lo mettesse a disagio. Dimostrava sessant’anni circa.
— Molto lieto — disse il dottor Costigan. Aveva una voce bassa e garbata e tutto il suo contegno denotava un uomo timido. — Lavorate alla “Inland”, signor Traylor?
— Se è alla “Inland”? — Sam si alzò e diede a Devan un amichevole colpetto sulla spalla. — È solo uno dei direttori, dottore! E per di più un membro regolare del Comitato esecutivo.
Lo scienziato lo guardò con maggior interesse.