— Era in Florida — Orcutt spiegò, togliendosi il cappotto. — Tornò quando seppe del progetto.
— Oh, sì, l’assente — sul volto di Costigan comparve un fugace sorriso. — Mi ricordo infatti che ne mancava uno.
— Non avevate avvertito il dottor Costigan che saremmo venuti? — chiese Orcutt a Sam con aria un po’ seccata.
— Mai disturbare il dottore per cose da poco — disse Sam. Poi rise. — Non che Devan sia cosa da poco. Anzi. Ma il dottore ha già tante cose cui pensare. Così ha saputo della vostra venuta quando vi ha visto arrivare.
— Volevo solo vedere il dottore per fargli sapere le mie decisioni — disse Orcutt.
— Ma certo — rispose Sam. — Naturalmente. Il dottore lo sa, vero, dottore? — Il dottor Costigan si limitò ad alzare le sopracciglia e sembrò che stesse per dire qualcosa, quando Sam riprese: — Come siete stato, Devan?
— Meglio di così… — Devan rispose, avvertendo la penosa sensazione che stava perdendo del tempo. La cosa si stava facendo sempre più ridicola. Si pentiva di essere lì. — Sono dell’idea che sia il momento, Sam, di farmi vedere quel piccolo aggeggio che ha il potere di trasformare della carta bianca, con un semplice giro di manovella, in bigliettoni da venti dollari. Non credete? Si tratta di una fornace d’oro da cui escono diamanti autentici o mattoni d’oro?
— Sempre voglia di scherzare — rise Sam. — Il solito vecchio Devan. Grande burlone, sapete, dottore?
Sam tolse il sigaro di bocca e lo posò sul bordo della scrivania. — Come potevamo sapere che il signor Traylor sarebbe venuto, dottore? Così è la vita, imprevedibile. Una promessa è una promessa, lo so, ma non dobbiamo dimenticarci che il signor Traylor è un uomo importante alla “Inland”.
— Ma tutta questa gente! — Il dottore appariva preoccupato. — Ho detto che lo avrei fatto vedere una volta sola e voi eravate d’accordo.