Dietro il banco erano ammassati pezzi per radio e materiale elettronico, tra cui vari strumenti di controllo, un oscillografo, un trasformatore, uno stabilizzatore di voltaggio e vari accessori del genere. Se non fosse stato per la parete situata a destra, tutta piena di strumenti di più grosse dimensioni e di luci, bottoni, prese e misuratori, lo si sarebbe potuto scambiare per il laboratorio di un radioamatore, seppure di un tipo un po’ fuori del comune.

In un angolo della stanza il dottor Costigan era curvo sulla cassaforte. Con gesti rapidi stabilì la combinazione e aprì il pesante sportello.

Sam Otto tentò di aiutarlo, ma il dottore gli fece segno di stare indietro. — Lo maneggerò io — disse.

Costigan introdusse le mani con cura nella cassaforte e ne estrasse un lungo corpo metallico, che aveva tutta l’apparenza di un lucido razzo argenteo, di un trenta centimetri di diametro. La base circolare era perforata da un’apertura ad arco che proseguiva per tutta la larghezza del corpo metallico.

Il dottor Costigan avanzò faticosamente con l’ordigno tra le mani e tutti gli altri gli fecero largo. Lo sistemò sul banco, provocando un rumore sordo, e quindi, afferrandolo per l’estremità, lo pose in posizione verticale. “Be’, almeno ha l’aspetto di un’astronave” si disse Devan divertito. Beatrice Treat aveva detto giusto. Era alto circa un metro, e le luci vi si riflettevano con guizzi luminosi.

Il dottore appariva molto indaffarato; aprì un cassetto del banco e ne tolse un certo numero di rotoli di corda, che agganciò a sostegni lungo il fuso e che poi tirò fino a un pannello di sostegno. Mentre lavorava, le sue dita lunghe e sottili si muovevano con abilità e tutta la lentezza che Devan gli aveva attribuito era sparita. Una volta, quando Costigan si volse verso il pannello di misura, Devan ebbe modo di scorgere, alla luce delle lampade abbaglianti, l’espressione fanatica del suo volto.

Tutti seguivano con i nervi tesi le diverse fasi dell’operazione.

— Forse bisognerebbe aprire — disse Sam. — L’aria qui dentro è pesante.

— Lasciate la porta chiusa, per favore — disse Costigan. — Sono quasi pronto. — I contatori cominciarono a funzionare, gli aghi a oscillare e si avvertì uno scatto all’interno del congegno. Quindi un motore entrò in funzione, sprigionando un rumore sordo.

— E ora… — disse finalmente il dottore.