Orcutt e Sam si fecero vicini per vedere, ma Devan esitò a eseguire ciò che Costigan gli aveva ordinato.

— Anzitutto, ditemi che cosa succederà.

Il dottore scosse la testa: — Assolutamente niente di male. Su, su.

Devan esitava ancora, guardandoli tutti e tre in attesa della sua decisione. Infine scrollò le spalle e mise il dito nell’apertura. Non sentì nulla, e dopo un po’ lo tolse.

— Tutti contenti? — chiese.

— Non avete osservato il vostro dito mentre eseguivate — protestò il dottore.

— Avanti, Devan — fece Orcutt con impazienza. — Non fate storie.

Devan mise il suo dito di nuovo vicino al buco. C’era spazio abbastanza non solo per il dito ma per la mano intera, ma vi introdusse solo un dito e attese.

A poco a poco il dito scomparve alla sua vista. Stupitissimo, lo tolse via e lo guardò. Era sempre intero. Il suo cuore accelerò le pulsazioni. Introdusse di nuovo il dito nella macchina e lo vide ancora sparire. Provò l’impressione che il dito si raffreddasse e lo toccò con l’altra mano. Era infatti gelido.

“È uno scherzo” Devan pensò. “Tra un momento mi rideranno tutti in faccia”. Si volse per osservare i presenti. Gli occhi di Costigan erano chiaramente ironici. Sam Otto lo guardava con una smorfia benevola. Orcutt aveva gli occhi accesi. Era chiaramente eccitato.