— Sì — essa rispose e apparve più sollevata dopo avergli reso il documento con un magnifico sorriso.

— Grazie, signor Traylor.

— E mi raccomando, continuate ad accertarvi dell’identità di quelli che entrano.

Indisturbato, oltrepassò poi la porta che conduceva a un corridoio della lunghezza dello stabile. A destra c’era il muro della vecchia costruzione, a sinistra la parete di cemento della costruzione interna.

Sul dietro c’erano le stesse scale che aveva salito con Orcutt per arrivare alla baracca di legno del secondo piano, baracca che ora non c’era più, sostituita da una stanza molto più grande.

Devan girò a sinistra e, attraversando il vecchio pavimento di legno, si diresse a una porta praticata sul muro interno. Lì vicino ci doveva essere un’entrata molto grande per il passaggio di mezzi di qualsiasi dimensione.

Premette un bottone rosso nel muro. La porta si aprì quasi subito e si trovò in un piccolo locale dalla luce bassa, mentre alle sue spalle la porta si richiuse con uno scatto metallico.

Fu interpellato da un apposito addetto che si affacciò al banco, dicendosi già informato del suo arrivo dalla signorina Janssen; gli consegnò un contrassegno da sistemare dietro il risvolto della giacca. Devan stupito riconobbe una sua vecchia foto e si chiese dove diavolo l’avessero pescata. Firmò poi il registro nella colonna che gli venne indicata e notò che, vicino a quella, ce n’era un’altra nella quale si doveva riportare l’ora di uscita dallo stabile interno.

L’agente addetto premette un altro bottone e così poté passare nell’enorme locale adibito a laboratorio. Notò come i lavori fossero stati condotti con grande alacrità e precisione. Molti strumenti erano in funzione e i loro rumori si fondevano in un assordante concerto di martelli, trapani e cento altre voci che non riusciva a distinguere. Nel centro della stanza troneggiava una impalcatura quasi completa, sulla quale venivano già montati i primi pezzi del gigantesco tubo di Costigan.

Alcuni operai stavano disponendo lungo i muri alla sua destra i pannelli di controllo, mentre a sinistra si staccavano dalla parete i box di cemento che costituivano gli uffici di ricerca. Su tutto dominava il vasto progetto che non rivelava, all’aspetto, la sua vera natura.