— L’Ago di Costigan?
— Be’ — rispose la ragazza — dovete ammettere che assomiglia stranamente a un ago con la cruna in fondo.
Infatti, a pensarci bene, ammise Devan, nonostante le enormi proporzioni, assomigliava veramente a un ago dalla cruna individuabile nella grossa cavità praticata alla base.
— E chi gli ha dato questo nome?
— Non lo so, ma non l’ho sentito chiamare con nessun altro nome. Anche il dottor Costigan lo chiama così, adesso.
— Siete la sua segretaria o qualcosa del genere?
— In un certo senso sì. Il mio lavoro consiste nel ricavare dai suoi schizzi disegni schematici che servono agli elettricisti per seguire il loro lavoro.
Mentre la ragazza si rimetteva al lavoro, Devan si avvicinò al tavolo di Costigan e ne esaminò con curiosità le carte. In cima c’erano diversi disegni di circuiti che lui stesso aveva senz’altro tracciato. Ne prese tre e li esaminò uno alla volta.
Si trattava di tre differenti sistemazioni di un circuito, importanti molto probabilmente tutte e tre, formati con molte parti unite insieme: lastre di solenoide, interruttori automatici, batterie, ecc.
Si sedette, concentrandosi sullo svolgimento di alcuni fili nel disegno in alto, fili che proseguivano sino al termine della pagina dove erano segnate le parole “alla cassetta N. 6”.