— Voglio solo sentire se c’è dell’acqua. — Rimosse la chiusura di legno e tutti gli si fecero attorno.

Quella superficie apparentemente innocente, ma decisamente piena di incognite, comunicava a Devan la stessa sensazione che provava guardando giù da una finestra situata molto in alto: buttarvisi per provare cosa succedeva. Pensava che questa sensazione potesse essere condivisa anche dagli altri e li osservò a uno a uno per scoprirlo.

Orcutt si era avvicinato completamente, invitando scherzosamente gli altri a non spingere. Infilò una mano nella cavità e la vide sparire, ricevendo subito una sensazione di freddo e intuendo che la sua mano si stava allontanando. — È ridicolo — disse — ma debbo seguire la mia mano ed entrare nella cavità. — Fece per infilarvisi, ma Costigan glielo impedì.

— L’invenzione è mia — disse — penso che dovrei avere l’onore di provarla per primo.

Devan, Basher e gli altri si opposero a questa sua proposta e ognuno di loro cercava di enumerare le ragioni per cui l’inaugurazione della macchina avrebbe dovuto essere propria.

— E sta bene — dise Orcutt — avete inventato la macchina, ma chi ha disposto le cose in modo che ne fosse possibile la costruzione?

Sam sorridendo angelicamente chiese d’altra parte agli astanti se si rendessero conto che era stato proprio lui a proporre loro l’idea di Costigan e che quindi il privilegio toccava a lui. Si avvicinò alla macchina, facendosi largo tra gli altri: — Mi sento come Colombo — disse, ma una semplice opposizione da parte del dottore, gli fece subito cambiare idea.

Era impossibile entrarci tutti, e d’altra parte il tempo trascorreva in queste discussioni, così si finì col decidere di tirare le buschette.

Tooksberry si incaricò di trovarle e infatti poco dopo ritornò con le pagliuzze prelevate da una scopa. Solo la sorte avrebbe deciso, in modo che qualcuno potesse entrare nel tubo, a contatto con quella piccola area misteriosa che poteva ben presentare, come aveva detto Sam, incognite tali da paragonarle al viaggio di Colombo.

La scelta fu fatta rapidamente: Glenn Basher era il predestinato. Appariva un po’ nervoso e si accese una sigaretta: — Prima di entrare — disse — vorrei fare alcune prove alle quali ho pensato.