Quando giunsero vicino all’Ago trovarono ad attenderli poliziotti, giornalisti e fotografi. Dovettero spiegar loro che cosa esattamente era successo ai due uomini.

— Bisognerebbe che la macchina adesso funzionasse — incitò Orcutt. — Griffin e Basher potrebbero essere sulla strada del ritorno in questo momento.

— Desidero una dimostrazione — disse il luogotenente Johnson — ma non desidero che ci siano altre fatalità.

— Fatalità! — esclamò Sam Otto.

— Tutti lontani dalla macchina — ordinò Johnson — ora faremo una prova!

Non appena tutti si furono allontanati dalla macchina, Costigan eseguì tutte le varie manovre necessarie a farla funzionare. Infine si volse e annunciò che il congegno era in moto.

L’occhiata che gli lanciò il tenente Johnson era dubbiosa.

— Ma come, se ha lo stesso aspetto di prima, quando non funzionava!

— Già — replicò Costigan — ma metteteci una mano e vedrete cosa succede. Andateci piano.

Il tenente si avvicinò cautamente alla macchina, mettendo le mani proprio davanti alla cruna. Quando si fu avvicinato ancora di più, vide con enorme stupore sparire la punta delle sue dita. Si alzò un brusio dal gruppo dei presenti. Johnson ritirò velocemente le sue mani e le unì l’una all’altra, quasi per sincerarsi che fossero vive. Ripeté di nuovo l’esperimento e di nuovo, dopo aver visto sparire una parte delle sue mani, le ritrasse per vedere se erano ancora intere.