— Che c’è giù in Florida? — e Betty si volse con eccessiva animazione, così almeno gli sembrò.
— Un posto chiamato “Pelickan Rock”, rocca del pellicano. Lo comprai ma non ho avuto mai la possibilità di recarmici sino a quest’inverno. E una volta là, saltò fuori l’affare dell’Ago. Mia moglie e i piccoli sono ancora giù. Mai stata in Florida?
— No. Frank e io pensiamo che un giorno o l’altro ci andremo. O in Florida o in California. Non abbiamo ancora deciso.
— E state lavorando per quel giorno? Per questo avete preso questo impiego?
— No — Betty rispose. — Io ho un bambino, Jimmy, che ho seguito per sei anni. Ora è a scuola e io non ho niente da fare. Be’, non è che non troverei da fare in casa. Ci sono sempre mille cose. Ma c’è mia suocera, la madre di Frank. Abita con noi e prepara a Jimmy la colazione. Sa che a me piace lavorare e così abbiamo fatto una specie di contratto. Lei fa il lavoro di casa e io mi porto a casa un assegno lavorando fuori. E così, lavorando tutti e due, Frank e io siamo riusciti a mettere qualcosa da parte.
— So cosa significa avere una famiglia. Io ho due bambini che hanno qualche anno più del vostro Jimmy e costano un sacco di soldi.
— Avete l’aria stanca.
Improvvisamente si udirono alcune voci, assai concitate, provenire dalla parte dell’Ago.
Si trattava di tre persone, un omone, un omino e una donna, che Devan non aveva mai visto prima d’ora. Stavano là a discutere col poliziotto addetto alla sorveglianza della macchina, il quale faceva cenni in direzione dell’ufficio d’ingresso e scuoteva la testa.
— Ho visto quando entravano — Betty disse — approfittando dell’assenza momentanea dell’agente addetto all’entrata.