— È davvero sorprendente; nessuno ci aveva ancora pensato.
Questa, che fu chiamata l’“Operazione Otto” sembrò avere sulle prime tutte le premesse per una facile realizzazione. Da una parte della catena umana ci sarebbero stati Costigan, Sam Otto, James Holcombe, Devan Traylor, Edmund Orcutt e Howard Tooksberry e dall’altra i volontari che si fossero offerti di ricondurre indietro Glenn Basher e l’agente.
Ma la polizia, venuta a conoscenza del progetto, mise condizioni ben precise, per cui non sarebbe stato assolutamente permesso ai funzionari della “Inland” di entrare nello strumento, ma avrebbero dovuto essere scelti tra i volontari del corpo di polizia coloro che, dopo un rigoroso esame medico, fossero risultati assolutamente sani, senza capsule in bocca e denti riparati (eccezion fatta per piccolissime riparazioni da risistemare dopo l’uscita dall’Ago). Inoltre, dovevano essere sotto i trent’anni e privi di impegni familiari. Venne disposto che l’“Operazione” si sarebbe svolta tra tre giorni, alle otto di sera.
Non appena la notizia trapelò negli ambienti giornalistici e della radio, il rumore che ne derivò fu enorme. Maree di gente si riversarono in continuazione nei pressi della costruzione, e le automobili vi stazionavano in permanenza.
All’interno i giornalisti e i cronisti radiofonici assediavano Costigan e gli altri con continue domande, mettendoli tutti nella condizione di dichiarare che ormai la gente sapeva tutto della faccenda, e che non c’era più niente da svelare.
Nell’imminenza dell’avvenimento fu tolta la palizzata intorno allo strumento e furono disposte pedane per il pubblico e una tribuna per le autorità.
Si sarebbe detto che si stava allestendo uno spettacolo colossale e l’atmosfera che regnava nell’ambiente aveva tutte le caratteristiche proprie di una “prima” di Hollywood. All’ingresso furono messi in vendita i biglietti con l’avvertimento che le porte si sarebbero chiuse alle otto meno un quarto. Naturalmente, questa ultima parte del programma fissata dalle autorità, divertì molto Orcutt e i suoi collaboratori.
Quelli della polizia, il cui ingresso avvenne alle otto meno un quarto, ebbero, considerando la parte che essi avevano ormai assunto nello svolgimento degli avvenimenti, i posti d’onore, accanto ai pezzi grossi della politica e della scienza.
Devan e i suoi amici, nonché i membri del Consiglio di amministrazione, sedevano in una piccola sezione, alla destra dei poliziotti volontari. Mentre Orcutt e gli altri avevano ormai assunto una certa indifferenza nei riguardi dello strumento, e si limitavano a osservare ciò che la città aveva fatto di questa invenzione che doveva rimanere segreta, i membri del Consiglio erano tutti molto eccitati e non certo insensibili a questa particolare atmosfera da circo. Persino la signora Petrie aveva abbandonato, per l’occasione, il suo abituale lavoro a maglia, per starsene tutta intenta a osservare; mentre gli altri apparivano tutti chiaramente divisi tra la curiosità, l’agitazione e un po’ di timore per ciò che sarebbe successo.
Alle otto in punto, il sindaco salì sulla piccola piattaforma a destra della cavità della macchina e rivolse un sentito discorso ai dodici volontari, esaltando il loro coraggio e la loro generosità, doti che dimostravano offrendosi di aiutare i due scomparsi. Terminato il discorso si inchinò agli applausi e si rivolse quindi verso le camere della televisione.