Alla prova fornita da Betty Peredge che non solo gli esseri umani potevano entrare nell’Ago, Devan non esultò pensando alla nuova possibilità di risolvere il problema, essendo già rimasto scottato dall’esperimento, apparentemente destinato al successo, di Sam Otto.
Si limitò a chiedere a Betty se nessuno avesse osservato le sue manovre con i fiori. Il poliziotto, gli rispose, l’aveva osservata da vicino, ma era sicurissima che non aveva capito bene cosa stesse facendo.
Si precipitò poi con la signorina Treat nell’ufficio di Orcutt. Questi si entusiasmò alla nuova idea, ma Devan provvide a frenarlo per non commettere un altro errore, come nella prima prova.
A metà del pomeriggio una dozzina di operai, ai quali era stata fissata una ricompensa molto alta, sradicò un enorme pioppo di Lombardia dal terreno di un tale che non seppe rifiutare, davanti all’offerta altissima fattagli.
Caricato su un grosso rimorchio, l’albero venne trasportato attraverso la città fino allo stabile del laboratorio, dove fu introdotto dalla porta secondaria.
Non passò molto che la notizia della introduzione di questo nuovo elemento divenne di dominio dei giornalisti che se ne stavano sempre in agguato. Le interviste si orientarono quindi in tal senso e le risposte precise fornite loro sull’argomento acuirono l’aspettativa per quanto sarebbe avvenuto nel momento in cui la pianta sarebbe stata introdotta nella macchina.
Anzitutto Orcutt decise di provare se l’albero passasse dall’apertura e, insieme agli altri, sollevò il pioppo che venne fatto entrare nella cavità. Betty assisteva all’operazione, segnalando a quale punto fosse il grosso tronco. Finalmente entrò tutto e gli uomini ripresero fiato per un momento.
— Chi si offre di entrare, questa volta? — chiese Tooksberry.
— Vi offrite voi? — gli chiesero.
— No, certo — rispose lui.