— Blaine — soggiunse Devan — se lasciate cadere quel tubo, sarete la causa della morte di cinque uomini distruggendo ogni loro possibilità di ritornare.
— Dite allora a quell’uomo di non entrare — insistette Blaine.
— E smettetela — urlò Johnson. — Venite giù e vi faremo accompagnare alla porta. State interrompendo un importante esperimento. O venite giù, o verrò su io.
— Voi non verrete per niente — urlò Blaine e come vide che Johnson stava disponendosi a salire, lanciò un urlo stridulo. — Vi avevo avvisati — e scaraventò con forza il tubo.
L’Ago ebbe una scossa spaventosa. Circoli colorati, che da rosso scuro si facevano via via di un rosso acceso e quindi arancio, si levarono intorno alla macchina. Si udiva lo sfrigolio del metallo che si fondeva e si contraeva.
La stanza era piena di fumo. Non si sentiva alcun suono.
Tutti gli esseri viventi, compresi nel raggio di due isolati intorno all’Ago di Costigan erano spariti. Entrati nell’Occhio, un “Occhio” diventato incredibilmente grande, dopo che una carica di elettricità ad alto voltaggio, provocata da cause accidentali, era passata attraverso alcuni dei suoi solenoidi.
Delle persone scomparse, erano rimasti solo i piccoli mucchi di capsule dei denti, dentiere, occhiali, e tanti altri accessori artificiali, alcuni dei quali ovvi, altri che erano sempre stati accuratamente nascosti.
E non solo di esseri umani, ma c’erano tracce manifeste anche di animali. Vicino agli abiti di coloro che erano stati in preghiera nella Missione di Sudduth, si vedevano distintamente le impronte di tre cani che erano stati sorpresi dal cataclisma mentre stavano baruffando a un isolato di distanza dall’Ago.
Intorno allo stabile, le macchine rimaste improvvisamente senza guida sbandavano e si scontravano, mentre all’interno stavano ammucchiati in ordine sparso gli abiti dei loro proprietari e degli altri passeggeri.