Complessivamente trecentonovantacinque persone avevano passato la barriera dell’Ago.
PARTE SECONDA
Il Passaggio
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Le luci si spensero e la sedia su cui stava seduto fu spinta via. Devan trattenne il fiato e questo gli fu utile quando, respirando, si trovò completamente sommerso dall’acqua. La sensazione che ne ebbe fu di terrore. Come in un incubo si sentiva mancare e non riusciva a venire a galla. Alla fine la ragione gli suggerì di stare calmo e di non dibattersi freneticamente. A poco a poco riuscì a venire a galla e a respirare aria fresca.
Quando si fu un po’ riavuto, si rese conto di quanto stava succedendo intorno a lui, sentendo urli di uomini e donne e i cupi singulti di coloro che andavano sotto. Sforzandosi di rimanere quanto più possibile sollevato dall’acqua, gli parve di scorgere lontano un lembo di terra.
In quel momento si sentì afferrare alla spalla da una mano, mentre un braccio gli stringeva spasmodicamente il collo e un respiro roco si faceva sempre più vicino al suo orecchio. Cercò di calmare l’essere accanto a sé, sentendosi tirare sotto e, quando i suoi occhi si furono un po’ abituati al buio che lo circondava, vide che la persona che gli si avvinghiava era Betty Peredge. Sentendo che lo stringeva convulsamente, la schiaffeggiò. Infine riuscì a calmarla, incitandola a rilassarsi.
Ogni tanto Betty si irrigidiva istintivamente e lo afferrava, poi, ricordandosi degli schiaffi, mollava la presa, abbandonandosi il più possibile.
Era terribile. Nuotavano verso una direzione imprecisata e Devan non poteva nemmeno rendersi conto di dove stessero andando, non potendosi sollevare a causa del peso di Betty.
Gli parve si sentire il rumore di onde che si frangevano contro una riva e intravide un cane che si dirigeva verso quella direzione.