Ricordo ancora come l’inuetriata della Cappella maggiore della Chiesa di Sa Trinita di Firenze essendo tutta guasta, rotta e rattoppata, in maniera che non rendeua lume alcuno, se non doue non era rete: it medesimo Rmo Padre D. Damiano Generale [della Congregazione di Vallombrosa] molte uolte uedendo il bisogno, ne haueua trattato e pregato il Sigr Orazio, et il Sigr Luca Gianfigliazzi, che la uolessino rifare tutta di nuovo, et accio si pregassino à uolere fare da spesa promesse, che la Fabbrica di Sa Trinita di Firenze hauerebbe in parte concorso per la somma di scudi 30 ò 35. Alla fine al tempo del P.D. [Florio][*] Sili Abe di Sa Trinita, e soprastante alla da fabbrica l’anno 1616, si deliberorno metterui mano, e per dare loro aiuto ci obligò à fare l’inuetriata dell’ occhio di sopra con quelle due ali, rassettarli ferramenti, che vibisognauano, e fare li Ponti che u’andauono, e così al nome del Sigre Iddio si dette fine alla da Inuetriata del mese di Giugno 1616.

e per la nostra parte si spese in tutto ....[*] come it tutto apparisce all’ Libro della Fabbrica di Sa Trinita Segt C. a ....[*] Libro Ricordi Segt

. àc. 167.

[[*] Lacuna in original.]

DOC. X.

Firenze: R. Archivio di Stato. Sezione della Deputazione della Nobilità e Cittadinanza. Miscellanea. La copia è di mano di G. B. Dei.

Nel nome di Dio—A dì 19 di Gennajo 1496 (st. c., 1497).

Noi Benozo di Lese dipintore, e Piero di Cristofano da Chastel della Pieve dipintore, e Filippo di fra Filippo dipintore, e Choximo di Lorenzo Rosselli dipintore, eletti da Alesso di Baldovinetto Baldovinetti dipintore a vedere e giudichare e por pregio, per vighore d’una scritta, la quale detto Alesso à con M. Bongianni de’ Gianfigliazzi e sua eredi, a una chappella fatta di pittura in Santa Trinita di Firenze, cioè la Cappella Maggiore di detta chiesa. La quale veduta, tutt’ insieme d’accordo, isaminato tutte le spese di calcina, azzurro, oro e tutti altri colori, ponti e ogni altra cosa, con sua faticha, giudichiamo che di tutto el sopradetto Alesso debbi avere fiorini mille larghi d’oro in oro, cioè fior. 1000l. d’o. in o. E per chiarezza di detto giudicio e della verità, Io Choxinto di Lorenzo sopradetto ò fatto questa scritta di mia propria mano questo sopradetto dì, e tanto giudicho; e qui da piè si soscriveranno da piè di loro propria mano essere contenti a quanto di sopra è scritto, e tanto tanto [sic] giudichare.

Io Benozzo di Lese dipintore sono stato a giudichare la sopradetta chappella; e a quanto di sopra si contiene sono stato contento, e per fede di questa verita ò fatto questi versi di mia propria mano, anno e mese e dì detto di sopra.