[1424] "Dió un bofeton a Don Pedro Manuel, i guisadas i picadas en menudas pieças hizo comer las votas al menestral." Cabrera, Filipe Segundo, lib. VII. cap. 22.
De Foix, a French architect employed on the Escorial at this time, informed the historian De Thou of the prince's habit of wearing extremely large leggings, or boots, for the purpose mentioned in the text. "Nam et scloppetulos binos summa arte fabricatos caligis, quæ amplissimæ de more gentis in usu sunt, eum gestare solitum resciverat." (Historiæ sui Temporis, lib. XLI.) I cite the original Latin, as the word caligæ has been wrongly rendered by the French translator into culottes.
[1425] Cabrera, Filipe Segundo, lib. VII. cap. 22.
[1426] "Curilla vos os atreveis a mi, no dexando venir a servirme Cisneros? por vida de mi padre que os tengo de matar" Ibid., ubi supra.
[1427] "Il qual Niccolo lo fece subito et co'parole di Complimento rende gratie à sua Altezza, offerendoli sempre tutto quel che per lui si poteva." Lettera di Nobili, Ambasciatore del Granduca di Toscagna al Re Philippo, 24 di Luglio, 1567, MS.
[1428] "Ci si messe di mezzo Ruigomes et molti altri nè si è mai possuto quietar'fin tanto che Niccolo no'li ha prestato sessantamila scudi co'sua polizza senza altro assegniamento." Ibid.
[1429] "Mostra di esser molto religioso solicitando come fa le prediche et divini officii, anzi in questo si può dir che eccede l'honesto, et suol dire, Chi debbe far Elemosine, se non la danno i Prencipi?" Relatione di Tiepolo, MS.
[1430] "È splendetissimo in tutte le cose et massime nel beneficiar chi lo serve. Il che fa così largamente che necessita ad amarlo anco i servitori del Padre." Ibid.
[1431] "È curioso nel intendere i negozii del stato, ne i quali s'intrometterebbe volontieri, et procura di saper quello che tratta il Padre, et che egli asconde gli fa grande offesa." Ibid.
Granvelle, in one of his letters, notices with approbation this trait in the character of Carlos. "Many are pleased with the prince, others not. I think him modest, and inclined to employ himself, which, for the heir of such large dominions, is in the highest degree necessary." Raumer, Sixteenth and Seventeenth Centuries, vol. I. p. 128.