A. del M. 3385, e di Roma 84, avanti G. C. 669. Verso la fine del regno di Tullo Ostilio, e nel tempo della guerra tra i Fidenati, e i Romani si è manifestata la peste fra gli abitatori dell'Agro Romano. Si credè prodotta dalle fetide esalazioni de' cadaveri insepolti. (Tit. Liv. Decad. I. Lib. I.).

A. del M. 3464, e di Roma 163, avanti G. C. 591. L'armata Greca, che assediava Cirra, durante la prima guerra sacra, fu in quest'anno assalita dalla peste. (V. Papon. Cronolog. historig. des Pestes Lib. I. p. 251.).

A. del M. 3471, e di Roma 170, avanti G. C. 584. La peste desolò crudelmente Gerusalemme negli ultimi anni del regno di Nabucodonosor; e più fieramente nell'anno 3471, cioè quando questo feroce re di Babilonia tenevala stretta d'assedio. (Hierem. Cap. 52.).

A. del M. 3492, di Roma 191, avanti G. C. 563. Terribile peste nella città di Delfo poco dopo la morte di Esopo. Si nota, che l'aria atmosferica trovavasi eccessivamente corrotta da putridi effluvj od esalazioni morbose. (Tarcagnotta Histor. Mund. Vol. 4. lib. 8.).

Alcuni Autori riguardano la storia di questa peste come favolosa.

A. del M. 3501, di Roma 200, avanti G. C. 554. Quest'anno v'ebbe atroce peste in Egitto sotto il regno di Amasi. (Lodov. Anton. Rhodigin. Antiquar. lection. Comment. Lib. XXIV. Cap. 22.).

A. del M. 3522, di Roma 221, avanti G. C. 533. Il popolo di Roma soffrì pur quest'anno tutte le miserie e le devastazioni della Peste. Uomini, donne, fanciulli, vecchi, di ogni condizion, di ogni età, ec. vedevansi spirar l'anima sulle pubbliche strade, senza alcun soccorso. Questa peste sterminò gran numero di persone, ed ebbe di particolare, che s'appiccava principalmente alle donne gravide, e le uccideva irremissibilmente. Questa avvenne sotto il regno di Tarquinio il superbo, ed in tal occasione sono stati inviati a consultare l'Oracolo di Delfo il figlio del re Tarquinio e Lucio Junio Bruto. (Dionys. Halicarnass. lib. 4. Briez. Annal. Mund. p. 153.).

A. del M. 3564, di Roma 263, avanti G. C. 491. La Peste s'insinuò fra l'esercito Romano, ch'erasi mosso contro i Volsci, e recò grave danno alla truppa di quella spedizione. (Tit. Liv. Decad. I. lib. 2.).

A. del M. 3576. Dopo l'uso di cibi insalubri e malsani, e dopo tristissima fame la peste si manifestò negli eserciti di Serse, mentre percossi e vinti fuggivano verso la Persia. (Herodot. Lib. VIII. Justin. Histor. Lib. II.).

A. del M. 3583, di Roma 282, avanti G. C. 472. Sotto il consolato di Pinario Macerino, e Publio Furio Fuso Roma venne afflitta da fiera pestilenza. Questo flagello si risguardò come un particolar castigo degli Dei, perchè alcune Vestali peccarono contro la Dea. Essendosi osservato nel corso di queste pestilenza andarne prese più degli altri le donne, si tenne per sicuro, che quel delitto delle Vestali fosse stata la cagione del morbo. (Euseb. Chronic. T. Liv. Decad. I. lib. 3. Dionys. Halicarnass. lib. IX.). Secondo il Saliano questa peste ebbe luogo l'anno secondo dell'Olimpiade 77. Ecco ciò che si legge intorno questa pestilenza nella versione di Dionigi d'Alicarnasso, scritta da Francesco Venturi Fiorentino.