A. dell'E. C. 1504-505-506. Nel mille cinquecento quattro scoppiò la peste nella città di Marsiglia con estremo furore; si propagò nel territorio; durò tre anni, e vi spense gran numero di quegli abitanti (Papon, op. cit.) Questa peste è succeduta ad ardentissimi calori nell'atmosfera, e ad un'estrema penuria delle biade.

A. dell'E. C. 1506-507. Nelle provincie Turche Bossina, Erzegovina, ed Albania, confinanti col territorio di Ragusi e con quello di Cattaro appartenente alla Albania Veneta, vi ebbe a quest'anni peste fierissima e sterminatrice. Grandissima ne fu la mortalità fra quelle misere popolazioni suddite degli Ottomani. Continuava pur la peste a menar le sue stragi nella Puglia, e s'era ivi riprodotta. I Ragusei attorniati da ogni parte dallo spaventevole contagio, avendo cautamente provveduto alla loro difesa coll'impedire rigorosamente ogni comunicazione sì per la via di terra, che per quella di mare, co' paesi infetti, ottennero di preservarsi dal contagio. I magistrati, che presiedevano al governo di Cattaro, meno cauti, o meno fortunati dei Ragusei, videro il loro paese in preda alla peste, la quale s'era propagata dalla vicina Turchia. In ispezieltà nel mese di Giugno del 1507 v'ebbe nella città di Cattaro grande mortalità. In cinque giorni sono morti più di quattrocento persone; e in pochi istanti il contagio si sparse per tutte le contrade della città, ed invase i villaggi circonvicini. Nel tempo stesso la fame desolava quelle popolazioni, ed immolava nuove vittime, le quali forse sarebbero state risparmiate ai furori del morbo (Marino Gondola Annali della nobilissima città di Ragusa an. 1507.).

A. dell'E. C. 1509. In quest'anno vi fu peste terribile e devastatrice nella Carniola. Nel tempo della peste avvenne pure in quella provincia uno spaventevole terremoto (Papon. l. cit.).

A. dell'E. C. 1510. La peste afflisse crudelmente in quest'anno la Francia, e particolarmente la città di Parigi. Il Lebenswaldt accenna essere stato questo contagio molto più esteso in Europa, ed avervi ucciso una immensa moltitudine di persone, togliendo di vita in brevissimo corso di malattia, o improvvisamente a guisa di fulmine. Egli di più indica, che i sintomi, che per l'ordinario accompagnavano il morbo, erano un veementissimo dolor di testa con vertigine, e vasti carbonchi sotto le orecchie. Riferisce il Palmario essersi osservato in detta pestilenza che le sottrazioni sanguigne ed i purganti riuscivano costantemente di manifesto nocumento; mentre all'incontro l'esperienza ha mostrato utilissimi i così detti cordiali, o sia medicamenti, o sia tratti dalla classe degli alimenti (Julius Palmarius de morbis contagiosis p. 503. 507.).

A. dell'E. C. 1511. Il Fracastoro fa menzione della peste, che circa quest'anno operò grandi stragi a Costantinopoli (Fracastor. de contagiis lib. III. cap. 7.).

A. dell'E. C. 1513. La città di Crema, stretta d'assedio dai Milanesi, fu in quest'anno travagliata dalla peste (Francesco Guicciardini Storia d'Italia lib. XI.). Probabilmente questa non fu che una grave malattia tifica prodotta dalle calamità e dai disagi della guerra.

A. dell'E. C. 1515. In quest'anno si è riacceso il contagio pestilenziale in Germania, e vi continuò due anni (Papon. l. cit.).

A. dell'E. C. 1522-23-24. Ripullulata la peste in Italia nel 1522 si propagò rapidamente in parecchie città, e luoghi di quel regno, imperversando or qua or là un intero triennio con molta ferocia, senza mai dar tregua e riposo. A Roma specialmente, sin che furon neglette le necessarie precauzioni e discipline necessarie ad arrestarla, o praticatevi troppo tardi, incrudelì nell'anno 1524 con fierezza maggiore dell'ordinario (Gratiol. Catalog. Pest. Guicciardini Hist. lib. XI. XII. XV. Paul. Giov. lib. XXI.). Nell'anno stesso 1524 presa dai Milanesi Biagrassa, dov'era incominciata la peste, furono, per il commercio delle cose saccheggiate trasportate a Milano, sparsi in quella città i semi di tanta pestifera contagione, la quale pochi mesi dopo si ampliò tanto, che solamente in Milano tolse la vita a più di cinquanta mille persone (Guicciardini Storia d'Italia lib. XV.).

Nell'anno 1523 secondo il Lebenswaldt si è spiegata di nuovo la peste nella Germania, ed in quell'anno, e nel susseguente 1524 travagliò in ispezial modo Vienna, Norimberga, ed Augusta.

A. dell'E. C. 1525. I paesi dell'Insubria situati lungo la sponda del Ticino e del Po furono in ispecial modo e crudele afflitti dalla peste. Si narra che nell'attual corso di pestilenza sia perito un terzo di quegli abitanti. Se ne attribuì la cagione alla quantità di cadaveri insepolti, che rigettati dalle acque sulle sponde degli stessi fiumi, ov'erano stati sommersi, ivi terminarono il loro corrompimento, sollevando nell'aria funeste nubi di putride esalazioni (Georg. Agricola de Peste ec.).