Detta apertura, o finestra rotonda avrà due telai, uno di cristallo per poter veder dentro della cassetta, il quale si aprirà nell'interno, l'altro di piombo o di legno, che si aprirà e chiuderà all'esterno; ambidue dovranno essere ben connessi e forti da resistere all'espansione del gas, ed impedire qualunque sortita del medesimo.
Dall'altro lato della cassetta, alla parte laterale opposta a quella dove giace la valvula, e presso che alla medesima altezza, sarà annessa e connessa col corpo della cassetta stessa un'altra picciola cassettina, o spazio chiuso, dove poter riporre in deposito al momento dell'espurgo, le lettere contenenti mostre o campioni, e que' frastagli di materie suscettibilii che si rinvengono entro alle lettere stesse, senza lasciarle esposte, nè aver bisogno di confondere la disinfettazione dei campioni con quello delle lettere ed altre carte, nè esser obbligati a sospender questo per occuparsi di quella.
Durante l'espurgo delle lettere verrà tolta ogni comunicazione fra la cassettina delle mostre e la cassetta delle lettere, col mezzo di una tavoletta di piombo o di legno, secondo che sarà la cassetta stessa, chiusa a cerniera nella parete interna; la qual tavoletta, spurgate che si avranno le lettere, verrà aperta, ove fia d'uopo, e posto per tal modo in comunicazione l'ambiente della minore con quello della maggiore cassetta, per quindi spurgare a tutto agio e con le necessarie cautele i detti campioni depositati, in modo da evitare di essi lo scoloramento ed il guasto; ed a scanso di sbagli spurgare contemporaneamente le lettere che li contenevano.
Nella parete posteriore della cassetta di contro alla porta, saranno infisse e bene assicurate due grosse lenti, una da ciascun lato in sito opportuno, a fine di poter penetrare coll'occhio nell'interno della cassetta e sorvegliare l'operazione senza aver bisogno di aprire il coperchio o le porte.
La graticola di giunco o di legno destinata a ricever le lettere e le carte sarà levabile, e nelle pareti della cassetta superiormente saranno scavate alcune picciole nicchie su cui poter appoggiare dei sottili bastoncini di vetro, o di legno all'oggetto di spiegare sovr'essi le lettere e le carte qualora invece che stese sulla graticola piaccia porle accavalcate sopra i detti bastoncini, in modo che il suffumigio disinfettante possa più sollecitamente e completamente invaderle e penetrarle, e quindi l'espurgo riesca più spedito e più sicuro. (V. T. 1.ª [Fig. I. II. III. IV.])
Dette cassette per l'espurgo delle lettere si costruiranno un po' più grandi o più picciole secondo la quantità delle lettere e dei pieghi che sogliono pervenire ad un medesimo tempo a quel Stabilimento Sanitario presso il quale si dovrà fare l'espurgo; ovveramente si terrà in pronto all'uopo più d'una di esse, di diversa capacità e dimensione, per potersene valere a tenore del bisogno.
Per purificar bene le lettere conviene aprirle e spiegarle intieramente. Così si è sempre praticato; così si pratica ancora presso i più riputati Istituti Sanitarii di Europa. Da qualche tempo però è stato introdotto il metodo, specialmente presso i Lazzeretti e deputazioni sanitarie del confine, di scalpellare e traforare con punte acute le lettere semplici; levare alle doppie le coperte, ed aprirle fino a che sien ridotte a lettere semplici, per quindi dopo tagliate e punticchiate, assoggettarle, così chiuse, come le altre, al suffumigio destinato a spurgarle. Le lettere, i pieghi diretti alle alte cariche dello Stato, debbono esser spurgate dagli incombenti ufficii soltanto all'esterno, e coll'indicazione a stampa nella sopracoperta, autenticata dal suggello dell'ufficio, che sono state spurgate soltanto all'esterno, e che sono tuttavia sporche nell'interno; onde per tal modo mettere in avvertenza l'Autorità che le riceve di dover diligentemente spurgarle prima di spiegarle e maneggiarle. Le lettere, i pieghi, che sono spurgati anche nell'interno, dopo chiusi diligentemente a cera lacca col suggello d'ufficio lateralmente al sito dov'eran suggellate da prima, sia marcate esternamente, coll'indicazione netta di dentro e netta di fuori. Quantunque questo metodo, rigorosamente parlando, non sia il più sicuro ed il più esatto; nullostante non si può non giudicarlo bastantemente efficace, dappoichè i vapori gazosi del cloro indicati doversi adoperare per l'espurgo, sono così attivi e penetranti da invadere tutte le parti della lettera semplice, ancorchè piegata e suggellata, e d'attaccare in essa tutto ciò che vi potesse essere di contaminato o contagioso, anche indipendentemente dai punticchiamenti e scalpellature, che partono da un'idea alquanto materiale.
È opinione generale nei paesi d'Oriente, che il principio contagioso della peste, qualunque ne sia la di lui natura, non resista all'azione di un calore assai forte; di maniera che sotto una temperatura di 30, o 35 gradi, o più, del termometro di Reaumur resti assopito, e perda poi interamente la sua attività e forza riproduttiva. L'osservazione costante, e l'esperienza guidarono questa opinione e la confermarono in qualche modo; essa viene eziandio sostenuta da medici dotti e sperimentati, e prodotta come un'assioma. Il perchè, tanto nell'Egitto, che negli altri paesi caldi dell'Oriente, allorchè regna la peste, la si osserva cessare da se, od almeno minorare d'assai circa il solstizio di estate; in guisa che que' natii, ed altri abitanti del paese, rassicurati dall'esperienza delle precedenti epoche, credendosi già in salvo per quell'anno dal dominatore flagello, sogliono nel dì di San Giovanni (24 giugno) abbandonar le riserve fin allora usate; sortire di casa, baciarsi, abbracciarsi, e rimettersi in libera comunicazione fra loro, nell'intima persuasione di non risentire dal contagio più offesa, considerato aver desso, come s'è detto, perduta tutta la sua attività. Ed in fatti; sia per effetto dell'aumentato calore: sia in conseguenza delle rugiade copiosissime che cadono a quel tempo durante la notte, o di altre vicissitudini e mutazioni atmosferiche, il contagio è allora effettivamente così illanguidito, così assopita rimane la di lui facoltà riproduttiva, da credersi cessato affatto e spento. Nè è momentaneo il riposo; che già di due o tre mesi suole la peste accordare allora una tregua a quelle afflitte popolazioni. Essa mai però cessa intieramente a malgrado gli aumentati calori. Qua e là sempre qualche caso succede, d'ordinario d'indole mite e benigna. Fino a che, terminata la stagion dei calori più grandi, e per lo più nel novembre seguente, i germi del contagio riprendon vigore, la lor facoltà riproduttiva ridestasi, ed or nello stesso paese, or ne' paesi vicini, e fin'allora rimasti illesi, rinnuova con tutta la naturale sua sevizie le stragi.
Dietro le quali osservazioni ed esperienze appoggiate dall'autorità di medici dotti e riputatissimi; e nella vista eziandio di ridurre più sicura e più regolare la disinfettazione delle lettere e delle carte; d'impedire che non cangino colore, nè restino alterati o distrutti i caratteri, come suol accadere talvolta; e finalmente perchè l'odore disgustoso del profumo che riportano e conservano lungamente le carte, non vada a recar incomodo ai più delicati fra quelli che devono aprirle e maneggiarle, fu Superiormente ordinato quattro anni sono, che tutte le carte e le lettere provenienti in grado di riserva contumaciale debbano esser purgate col calorico e col fumo di nitro e zolfo. Sono stati perciò costruiti appositi fornelli ed apparati fumigatorii, in cui dopo essersi prodotta la temperatura di 50 gradi di Reaumur a forza di carbone acceso, e ad essa sottoposte per alcuni minuti primi le lettere e le carte, vengono poi esposte al solo fumo di nitro e zolfo, e così con doppio mezzo spurgate.
Questo nuovo metodo ha in se dottrina, e saggezza. Che se anche il calorico portato ai cinquanta gradi non basta ad alterare la natura del principio contagioso, sia neutralizzandolo, sia decomponendolo, e vale soltanto ad assopirlo, intorpidirlo e renderlo inoperoso per un certo tempo; quel più che manca si può sperar di ottenere dai gas solforoso e nitroso, che si svolgono dall'abbruciamento dello zolfo e del nitro. In ogni caso sarà però innegabile, che il metodo di far soffrire alla carta un grado forte di calore prima di esporla ai vapori degli acidi minerali, riescirà se non altro a render meno facilmente attaccabili i caratteri, ed i colori delle stampe, ed a rendere più sicuro l'effetto della successiva emanazione dei gas acidi depuranti.