Fra i detti medici quanto abili e bene istituiti, altrettanto intrepidi e coraggiosi che si distinsero per tali dotte investigazioni e che meritano la nostra riconoscenza, è appunto il Dott. Bulard, le cui belle osservazioni nel proposito sono tali da meritare di essere più generalmente conosciute e studiate. Anche il sig. Professore Clot-Bey si è applicato con particolar zelo allo studio della peste sui cadaveri. È desiderabile ch'egli abbia a pubblicare sollecitamente le sue osservazioni, come ha fatto il Dott. Bulard, onde sparger per esse nuova luce sopra sì grave ed interessante argomento.


Quadro delle Lesioni.

Aperto il cranio. I seni della dura madre e tutti i vasi delle membrane del cervello, sono eccessivamente ingorgati di sangue nero. — Le tonache delle dette membrane sono sane. — Molte volte si resta sorpresi dallo stato di colapsus del cervello e del cervelletto, e dalla mollezza in cui si trova tutta la massa cerebrale. — In alcuni casi detta mollezza delle due sostanze è tale che si avvicina alla fluidità, per cui non è praticabile alcuna ricerca nell'interno. Generalmente però le due sostanze del cervello hanno bensì una minor consistenza, ma non è così osservabile. La sostanza grigia è di un colore più pallido. Tagliate attraverso, lasciano scolare una gran quantità di gocciolette di sangue. — I ventricoli del cervello ed i plessi coroidei nulla presentano d'innormale; poca o nulla è la sierosità che vi s'incontra. — I differenti plessi nervosi, ed in ispecieltà i plessi celiaci, appariscono senza alterazione. In generale il sistema nervoso sembra essere in condizione normale.

Aperto il petto. I polmoni e la pleura si trovano assai di rado alterati. Essi sono generalmente sani. — Sano egualmente è il mediastino. — I bronchi sono crepitanti, ma respettivamente molto meno ingorgati di sangue che il fegato e la milza. — La mucosa dei bronchi egualmente in istato normale. In qualche raro caso la si è trovata leggiermente infiammata. Lo stesso dicasi della pleura.

Il cuore è quasi sempre considerabilmente dilatato un terzo circa oltre il suo volume naturale. — Il ventricolo destro, e l'orecchietta destra in ispecieltà, molto più della sinistra. Ora sono distesi da molto sangue nero quagliato, ora contengono una sierosità sanguigna entro cui nuotano grumi di sangue nero ed altri rappigliamenti bianchi del colore del grasso, che sembrano linfa coagulata o aggregazioni di parte fibrinosa. Il tessuto del cuore è qualche volta assai lasco, pallido e sensibilmente molle. In altri casi all'incontro la sua tessitura non è punto alterata.

Il pericardio contiene spesso una sierosità sanguinolenta assai tenue. In questi tali casi si osservano nelle sue membrane spandimenti sanguigni circoscritti e come petecchiali.

Il sistema vascolare venoso è la sede di una congestione generale. Egli è sempre ingorgato di sangue nero rappigliato. Le vene cave, le subclavie, la vena pulmonare, sono spesso dilatate, e non di rado si trovano in esse, come anche nelle cavità dei ventricoli del cuore, quelle picciole aggregazioni di parte fibrinosa di cui s'è parlato di sopra. Le membrane dei detti vasi venosi sono considerabilmente impregnate di macchie livide o di una specie di echimosi in quelle parti che sono in diretto rapporto collo spandimento emorragiaco.

Le arterie il più delle volte sono sane, e quasi vuote di sangue. Soltanto in qualche caso si osservano lividure, sulla superficie esterna di alcuni de' principali rami e tronchi arteriosi.

Sezionato il basso ventre; lo sguardo dell'osservatore si dirige tosto allo stomaco. Questo viscere è il più delle volte considerabilmente disteso; contiene un liquido ch'è spesso nerastro, e glutinoso, la cui quantità varia. Rovesciandolo, si trova in quasi tutti i casi la sua membrana interna sparsa di punti gangrenosi o di petecchie coperte da un intonacamento mucoso giallastro. Dette petecchie, varie di estesa e di colore, sono talvolta così confluenti fra loro, che formano una superficie rosso-livida di aspetto uniforme, ma caratteristico, e che non si può confondere coll'aspetto della gastro-enterite acuta. Qualche volta detta membrana interna offre delle esulcerazioni, specialmente nelle pieghe o sinuosità della mucosa; ciò che forse ha fatto dire a Pugnet, parlando dello stomaco «en le renversant, nous découvrions toujours sa membrane interne, ou complétement sphacelée, ou surchargée de petits points gangreneux».