Si riprodusse nell'Ungheria nel 1554; inferocì specialmente nella Transilvania. Era accompagnata da singolare fenomeno, sì che i malati venivano straziati da dolori così crudeli e veementi, che per l'acerbità si laceravano co' denti le carni delle braccia e delle mani — » [360] e 361
Peste atroce e fierissima nella Gallia Narbonese nel 1553. Dice il Valeriola, ch'era così veemente e micidiale, che gli uomini camminando e discorrendo perivano improvvisamente, quasi colpiti da fulmine — » [361]
— a Venezia nel 1556 — » [ivi]
Nel 1560 fierissima peste in Francia, e particolarmente a Parigi, dove accenna il Palmario averne egli stesso superata la malattia presa in quella occasione. Vi ripullulò nel 1566, e continuò a travagliare la Francia per altri due anni cioè nel 1567-68 — » [362] e 363
In detti anni la peste afflisse crudelmente or l'una or l'altra parte di Europa — » [362]
Nell'anno 1564 e ne' successivi, infierì con tanta violenza nel Lionese, nella Savoja, nel paese dei Grigioni ed altri Cantoni confinarii della Svizzera, che secondo il Muratori, uccise in quelle bande poco meno che quattro quinti degli abitanti, V'ebbero in quell'anno quattro aurore boreali — » [363]
Nello stesso anno 1564 la peste regnò anche nella città di Londra — » [ivi]
Dominava la peste nella Turchìa, allorchè nel 1570 si propagò nella Carniola e nella Dalmazia. Nella città di Curzola fu fierissima e terminò di distruggere quella popolazione — » [364]
Nell'Ungheria fu particolarmente fiera agli anni 1571-72 e segnatamente a Cremnitz. Penetrò nel 1572 in Germania e in Polonia, ed in quell'anno, e nel successivo, fece miserando strazio particolarmente degli abitanti di Augusta — » [364] e 365
Gli anni 1575-76-77 segnano una delle epoche più memorabili per le devastazioni fatte dalla peste. Era divenuta famigliare nell'Ungheria niente meno che ne' paesi della confinante Turchia. Dall'Ungheria fatte passare pel Danubio in Germania, e da di là trasportate parte in Tirolo e parte nella Svizzera alcune mercanzie, queste introdussero la peste a Trento, a Zurigo, a Bolzano, ed in qualche altro luogo. Da Trento, ove uccise sei mila persone, si propagò a Verona, da Verona a Mantova. Alcuni fuggitivi di Mantova la recarono da prima a Oleggio. Si manifestò poi a Nogara, a Monza, e finalmente a Milano, a malgrado le guardie ai confini, e tutte le misure prese dai Milanesi per impedirne il passo. A Milano cominciò in agosto 1576 e durò sino al finire del 77. Perirono 18,300 persone nella sola città. Fu a quel tempo che splendettero le rare virtù, l'invitto animo, il coraggio, la carità e la pietà del grande arcivescovo di Milano s. Carlo Borromeo. La quarantena generale fu ivi adottata per la prima volta, ed altre saggie precauzioni e discipline di Sanità, secondo che dava quel tempo, ma con poco effetto. Straordinaria discesa di gran quantità di lupi si osservò sulle terre del Milanese, che ferivano e divoravano fanciulli e gente d'ogni maniera. Altre singolarità da cui venne contraddistinta quella pestilenza — » [365] a 369