Osservazioni. — L'uso del vino riconosciuto utile, funesto l'abuso. — A parecchi tornò vantaggiosa la zuppa d'orzo. — Cauterj e vescicatorj riconosciuti eccellenti preservativi — » [380]
Uno di due fratelli colti dalla peste, ai primi sintomi del male si cacciò nel forno ancora caldo, sudò molto, e guarì, l'altro che così non fece è morto — » [ivi]
Orrori di quelle tristissime giornate. — A quanto giunga talvolta l'umana malvagità sotto il flagello. — Frequenza dei matrimoni in que' momenti terribili. — Una donna sposò sei mariti in poco tempo, e li seppellì tutti sei. — Facilità con cui si dimenticavano i passati mali e si passava dalla tristezza alla letizia. — Indifferenza sulle altrui sciagure. — I sterquilinj, e le case d'immondezza divenuti luoghi di sicurezza. — Tristi conseguenze lasciate dalla peste in quasi tutti quelli che guarirono. — Disordini avvenuti riguardo alla legittima successione delle famiglie. — I Magistrati Municipali di Lione accusati di gravissimi falli — » [381] a 384
Descrizione della peste di Montpellier del 1629-50 — » [384] a 386
Vive dispute fra i Medici sull'indole della malattia. — La peste intanto si diffonde. — Dispareri medici impediscono agli ufficiali del Municipio di prendere le necessarie precauzioni per arrestarla. Arrivo del Cardinal Richelieu e del Re a Montpellier con numerosa corte, e porzion dell'armata che faceva la guerra ai Calvinisti. Il male, che covava occulto, scoppiò ad un tratto in più contrade, e vi sparse il terrore. Il Re fugge, l'armata si ritira, gli abitanti fanno fardello, chi fugge da una parte e chi dall'altra. Viene creato un Consiglio di Sanità, ma per la paura fuggon gli eletti — Sono morte cinque mila persone, circa la metà di tutti quelli che erano rimasti in città. — Ottima misura presa dalla Municipalità durante il contagio, quella si fu di far trasportare i malati fuori della città. — Singolar specie di furfanteria organizzatasi a Montpellier in quella luttuosa circostanza; ed era che i serventi dei malati nelle case e negli spedali, inducevano gl'infermi a far testamento reciprocamente a loro favore — » [384] a 386
Descrizione della peste di Digne — » [386] a 392
Sintomi che accompagnarono questa peste — » [386] e seg.
Fenomeni singolari e stravaganti; specie di delirio osservato in questa pestilenza — » [387] e seg.
Lagrimevole spettacolo che offrivano i luoghi della campagna — » [389]
La peste durò quattro mesi. Per tutto quel tempo il cielo fu coperto di dense nubi, l'aria esprimeva un calore bruciante, frequenti erano i temporali; nessun uccello si udì in tutto quel tempo nè in città nè in campagna — » [390]