Verso la fine del 1631 si pubblicò con grande solennità esser la città libera dal contagio; ma per molti anni appresso, restarono aperte le cicatrici di sì profonde piaghe. Per quella circostanza si fece voto di innalzare un tempio ad onore di Nostra Signora. Quest'è la magnifica chiesa della Madonna della Salute eretta nel 1632. Altri voti fatti allora dai Veneziani, sono stati adempiti fedelmente — » [418]
Da quel tempo la peste non penetrò mai più a Venezia, quantunque sieno stati mantenuti sempre aperti i suoi porti ai bastimenti sospetti ed infetti di peste; quantunque per Sovrana Risoluzione tutti i bastimenti infetti da tutti i porti del Litorale Austriaco, ed anche da quelli della Romagna, debbano essere scortati e spurgati a Venezia; quantunque più volte siasi manifestata nei suoi Lazzeretti la peste — » [418] e seg.
Notizie sopra diverse altre pestilenze che afflissero Venezia nelle precedenti epoche — » [419] e seg.
Prima istituzione del Magistrato di Sanità di Venezia nel marzo 1348, composto di tre nobili col titolo di Provveditori della Sanità — » [421]
Aggiuntivi allo stesso Magistrato altri tre nel col nome di Sopraprovveditori, ed allora gli fu dato il titolo di Supremo — » [422]
Nel 1403 fu convertito ad uso di Lazzeretto il convento de' padri eremitani detto di santa Maria di Nazareth, nell'isola di contro a quella di s. Erasmo. Questo Lazzeretto sussiste ancora sotto il nome di Lazzeretto vecchio — » [421]
Nel 1493 fu per la prima volta istituita la pratica di profumare le lettere — » [422]
A Vicenza penetrò il contagio nel luglio 1630 portatovi da Verona col mezzo di alcuni soldati fuggiti di là. Durò sei mesi; ed in questo spazio perirono circa 11,000 persone nella sola città, oltre a 50,000 nel Territorio — » [426]
Nel settembre dello stesso anno 1630 penetrò in Padova. Si propagò assai lentamente; e solo nei mesi di giugno e luglio del successivo 1631 giunse al sommo della sua forza, e a tale, che nel solo mese di luglio uccise 3529 persone, fra le quali parecchi professori, e considerevole numero d'illustri soggetti. La descrizione dei fatti che accompagnarono quella pestilenza desta orrore e raccapriccio. La Repubblica inviò a Padova Alvise Valaresso in qualità di provveditore straordinario, quello stesso che s'era distinto a Verona. Questo valentissimo uomo operò con molto zelo e coraggio, ed ebbe il conforto di vedere per le sue cure domata la violenza del male, che cominciò a declinare in agosto e settembre dello stesso anno, e poco dopo cessò intieramente. Diecisette mila persone sono morte a Padova per quel contagio — » [427] e seg.
La città di Treviso, ancorchè d'ogni intorno assediata dal male; pure a merito de' saggi provvedimenti, e di buona ed assidua vigilanza si preservò illesa mentre Venezia, Vicenza, Padova, il Polesine, il Friuli, e quasi tutti gli altri paesi d'Italia al Veneto dominio soggetti erano in preda agli orrori della peste — » [425] e 426