Lo Storico Nani narra che nel sopradescritto corso di pestilenza sono perite da oltre cinquecento mila persone nei paesi d'Italia soggetti al dominio della Repubblica Veneta — » [429]
Stravaganti e singolari casi di delirio nella peste di Padova — » [428]
Grandi terremoti nel 1630 in Napoli ed in altri luoghi del Regno, avevano messo negli animi gravi timori. Maggiori ne aveva incusso la peste, la quale mentre ardeva nella Lombardia, più volte s'era avvicinata ai confini di quel Regno — » [429]
Lo stesso spavento aveva invaso la Toscana. Il contagio si sviluppò in Firenze nel giugno del 1630 portatovi da Bologna. Serpeggiò occulto per qualche tempo; si dilatò apertamente in più famiglie. La città ne fu atterrita. Si fecero lunghe consulte coi medici. Alcuni negavano essere la peste, altri affermavano. La città tutta si divise in due opinioni. Ciò bastò perchè il popolo non prendesse guardia, e si addimesticasse cogli infermi e con chi li trattava. I progressi dello sterminatore contagio non lasciarono più dubbiosa la lite. Nel settembre dello stesso anno 1630 fu al sommo grado di fierezza e di forza. Durò quello strazio a tutto novembre. Nel gennajo 1631 fu ordinata la quarantena generale, e da essa si sono ottenuti ottimi effetti. In aprile era in piena declinazione. Nel settembre si considerò cessato. Nel 1633 ripullulò, ma con pochissime conseguenze — » [430] e 431
Descrizione di questo contagio tratta dal Rondinelli — » [431] a 436
Il Gran Duca di Toscana Ferdinando II. diede in tale circostanza chiaro esempio di coraggio e di paterno affetto. Si mostrò particolarmente sollecito della salute e del bene de' suoi sudditi travagliati da tanto flagello. Scorreva egli a piedi ed a cavallo con magnanimo ardimento le contrade e le vie della città pur quando la peste era nel suo forte, informandosi dei bisogni delle famiglie, e della maniera con cui erano eseguiti i suoi ordini e mantenute le discipline e precauzioni di Sanità. Pagò egli del suo le spese della quarantena generale, che importò circa 160 mila scudi. Ad oltre 55 mila montava il numero di quelli che si pascevano a pubbliche spese. In sole due ore si distribuiva la mattina il vitto per tutta la città. Tanta sollecita vigilanza del Principe tornò sommamente utile a quella popolazione — » [433] e 434
È notevole, che in questa peste si usarono molto le unzioni coll'olio, di mandorle, di gigli, di carabe ecc. tanto come rimedio, che come preservativo, e da quanto si può raccogliere dalla storia appare ciò essersi usato utilmente — » [434]
I monasteri delle Monache entro la città si sono tutti conservati sani, tranne uno solo — » [ivi]
Non così fu dei conventi dei Frati, dei quali niuno rimase intatto. La strage maggiore fu tra il minuto popolo — » [434] e 435
Notarono i medici ed i storici di questa pestilenza, alcune varietà nel corso e negli effetti della malattia, le quali vennero da essi attribuite all'influsso della luna — » [435]