Trovandosi la città di Lemberg in preda di fierissima peste negli anni 1705 e 1706, da Lemberg venne recata nel 1707 a Cracovia col mezzo di alcuni mercanti ebrei. A Cracovia durò cinque mesi, ed in detto periodo uccise 18,090 persone — » [507] a 509
Sintomi che accompagnavano quella peste — » [ivi]
Si annunciava con fenomeni insidiosi. Ora con una febbre continua accompagnata da gran calore universale, e da frequenti brividi irregolari intercorrenti, ora con la così detta febbre lipiria, cioè congiunta a grande ansietà precordiale, tristezza, abbattimento, vomito di materie gialle, o verdi, e viscose, spontanea lassezza, sommo abbattimento di forze, pestamento delle membra, fiero dolor di testa, fisonomia cadaverica, delirio, inquietudine continua. Le donne fuggivan di casa nude, e correvano così per le strade e le piazze i piedi e le gambe tremanti, affette da contorcimenti convulsivi; indi, succedevano coliche crudeli, le urine si facevan sanguigne, il polso picciolo, languido, ineguale; la sete nulla, o inestinguibile; comparivano i buboni agl inguini, alle ascelle, il corpo si copriva di petecchie, o di stimmate, o neri suggellamenti. Succedeva la morte il terzo o il quinto giorno — » [507] e 508
L'emetico nel principio della malattia fu trovato utile. Il vecchio d.r Schomberg medico del Governo dice di aver guarito più di 300 appestati con questo rimedio, e col suo elisir antipestilenziale composto della tintura di benzoar, di genziana e di essenza canforata a parti eguali, del quale somministrava dalle 40 alle 60 goccie infuse in birra calda. La bevanda ordinaria era limonata. Quindi unzioni con olio aromatico e spirito di vino canforato specialmente sopra lo scrobicolo del cuore, facendo prendere ai malati otto goccie di questo stesso liquore entro ad un torlo d'uovo. Alcuni malati presero l'aceto teriacale. I nitrati e gli alcali provocavano l'estinzion delle forze ed una diarrea mortale in poche ore — » [508] e 509
Disordini e spavento introdotti per aver i Magistrati, i Medici, e la maggior parte delle persone ricche ed agiate abbandonata la città — » [508]
Detta peste terminò circa alla fine di maggio. Negli ultimi mesi, allorchè era sul finire, non aveva più che l'apparenza di una febbre maligna. Poi di una semplice febbre quotidiana e pochissimi perivano — » [509]
A questi stessi anni 1706-07 sembra che regnasse la peste nei paesi ottomani confinanti coll'Ungheria e colla Transilvania; si disse sembra, da che delle pesti nelle Provincie Ottomane non vi sono autori che espressamente ne parlino. Quello solo che viene positivamente asserito si è, che nel 1705 dopo un lungo predominio de' venti del mezzogiorno, imperversò di sì fatta guisa la peste a Costantinopoli, che in un sol giorno si contarono trasportati fuori da una porta della città 1800 cadaveri, innumerevole essendo stata la strage prodotta dal contagio in quella popolosa città — » [506]
Nello stesso anno 1705 vi ebbe la peste in Inghilterra e nella Spagna, giusta la relazione del P. Labat, che fu egli stesso attaccato dal contagio due volte — » [ivi]
Ai medesimi anni 1706-07 regnò la peste a Thorn nel Palatinato di Culm nella Prussia occidentale. Da di là fu portata nel 1707 a Rosenberg nella Slesia da alcuni mercanti armeni, che la comunicarono ad altri ebrei col mezzo di una partita di lana infetta acquistata a Thorn. Quel contagio durò a Thorn tre anni, cioè fino al 1710 e per esso quella popolazione andò quasi distrutta — » [510] e seg.
La malattia non tardò molto a propagarsi a Würtemberg coi sintomi più spaventevoli. Questa peste uccideva da principio i malati nello spazio di 24 ore, ed in seguito il 3.zo 4.to 5.to od al più il sesto giorno. I cadaveri diventavano subitamente lividi. Non erano molto frequenti i buboni; e per lo contrario sopravvenivano dei carbonchi di un'enorme vastità alle braccia, all'addome, alle cosce, alle gambe, i quali degeneravano ben presto in isfacello. Il polso variava. Nel maggior numero de' casi era naturale, come naturali apparivano le urine. Se queste diventavano nere, era prossima la morte — » [509] e 510