Precauzioni Sanitarie che furono a quel tempo prescritte per arrestare la peste. (Nota 48) — » [652] e 653
Per Sovrano comando vennero spediti da Vienna quattro medici in assistenza del Protomedico D.r Chenot, tra quali il D.r Bruckmann, che si distinse tanto in quella che nella successiva peste della Transilvania — » [652]
Nel distretto di Temeswar di 6677 infetti, ne sono morti 4303; guariti 2374 — » [653]
Trattamento curativo usato in quella pestilenza — » [653] a 656
Nel detto trattamento curativo s'impiegarono le bevande e brodi acidulati, gli acidi minerali, la limonata infusa sopra i fiori di zolfo, o sopra la mirra, le infusioni di tè specialmente nel principio della malattia, il nitro, l'antimonio diaforetico, la birra molto usata dai Valacchi, o sola o col macis, o colla cannella, il vino, il siero vinoso, l'aceto, la teriaca, il muschio, ora solo, ora unito alla canfora — » [653]
La canfora ha spesse volte corrisposto, sia unita collo zucchero, o colla gomma arabica, sia sciolta in una picciola quantità di spirito di vino, od unita all'aceto distillato, od a qualche sciropo, di scordio, cannella, contrajerva, serpentaria e simili; come pure gli alcali volatili; p. es. lo spirito di sal ammoniaco succinato o anisato — » [653] e 654
Finalmente il P. M. Chenot raccomanda l'uso della corteccia Peruviana nella peste, asserendo che la sua utilità fu confermata da replicate esperienze, somministrata sì per infusione sì per decotto, specialmente quando le forze sono in uno stato medio, cioè nè eccessivamente esaltate, nè molto esaurite. Ove esista una diatesi stenica, una condizione d'irritamento, o dove siavi molte saburre nelle prime vie, la corteccia Peruviana non conviene, e gioverà astenersene. All'incontro ove la malattia ha un andamento tifico, allorchè vi sono petecchie pallide o nere alla cute, manifesta tendenza alla dissoluzione, si potrà attender da essa molto vantaggio — » [654]
Siccome la prima e principal indicazione a cui è utile soddisfare negli attacchi pestilenti, è quella di disporre l'ammalato al sudore, così molti Greci usarono con reale profitto nel corso di questa pestilenza alcune gocce di Opobalsamo collo zucchero, soprabbevendovi tre o quattro tazze di tè di Moscovia: metodo che si usa anche al dì d'oggi in circostanze di contagio dai principali signori della Soria e di altre provincie dell'Oriente, e specialmente dai Greci di Costantinopoli — » [654] e 655
Avvertenze pratiche che si devono avere nel cercar di promuovere il sudore nella malattia della peste, e necessità di togliere previamente gli ostacoli, che talvolta lo impediscono — » [654]
Interrogato il Protomedico D.r Chenot da parecchj di quegli abitanti, qual metodo dovessero usare, subito dopo che avevano sospetto di aver contratto il contagio; consigliò loro di prendere una dramma di triaca entro ad un brodo unito al sugo di limone, ovvero sciolta in qualche infusione calda; p. es. di melissa, di ruta, di scordio, di serpentaria virginiana, di corteccia d'arancio; ovvero soprabbevere alla triaca un siero vinoso o coll'aceto. — Assicura egli che molti avendo usato di questo metodo al primo manifestarsi de' sintomi del contagio, si sono salvati, nato un copioso sudore che in poche ore li lasciò sani e salvi — » [656]