Osserva da ultimo lo stesso D.r Chenot, che tutte le cautele dall'umana mente escogitate finora per preservarsi dalla peste si comprendono nelle tre seguenti prescrizioni;
1.º Allontanare ogni comunicazione colle persone e colle cose infette o sospette;
2.º Distruggere il principio del contagio, o sospeso nell'aria, o delitescente in qualche corpo od ente passivo;
3.º Fortificare il corpo umano contro l'azione del contagio medesimo, ossia renderlo meno atto a provare l'influsso morboso — » [658]
Dall'anno 1759 al 1765 la peste fece molte stragi in Oriente, imperversando or in una or nell'altra di quelle principali città;
Sul principiare dell'anno 1759 afflisse crudelmente Costantinopoli, e dilatò le sue stragi in parecchie isole dell'Arcipelago, ed in varie città dell'Asia Minore — » [657]
Un bastimento mercantile proveniente da Costantinopoli nel 1759, che aveva in quel tragitto perduto per peste alcuni uomini dell'equipaggio, la portò in Alessandria d'Egitto, donde non tardò molto a propagarsi a Rosetta, a Damiata, ed in varii villaggi sulla strada che conduce al Gran Cairo. Poco appresso s'ebbero al Cairo i primi sentori del male. In marzo dello stesso anno vi si spiegò con gran forza, e la mortalità fu grandissima sì al Cairo e sì nelle altre città e paesi dell'Egitto. Secondo i computi e le relazioni potutesi avere dalle varie parti dell'Egitto stesso, da circa trecento mila persone vi son perite in quell'anno — » [657] e 658
Durante la state si mitigò la violenza del male. Gli Europei che fin dal mese di marzo si tenevano chiusi nei loro quartieri, circa la metà di luglio sortirono e si riordinarono le comunicazioni; ma nel verno del susseguente anno 1760 il contagio ringagliardì, e vi recò immense rovine, come fatto aveva nel precedente — » [658]
Nel 1759 il contagio fu portato nell'Isola di Cipro dall'equipaggio di un bastimento turco che aveva preso carico in Alessandria; e che naufragò sul promontorio di Baffo. Alcuni marinari e passeggieri salvati dal furore delle onde ripararono in alcuni villaggi sulla strada di Limsol, ed ivi sparsero il fatal seme del morbo. Nè stette molto il contagio a penetrare nella città di Limsol, dove si propagò con grande rapidità e violenza, estendendo le sue stragi a Biscupi, a Baffo, ed in varii, altri luoghi — » [658]
La città di Larnica, distante circa 40 miglia da Limsol offerse all'osservazione in quel tempo un singolare fenomeno. — Le comunicazioni tra Larnica ed i paesi appestati non essendo state mai intercette, ma libere e aperte col resto dell'Isola come per l'innanzi, giungevano a Larnica molti degli equipaggi e passeggieri de' bastimenti infetti approdati a Limsol; i contadini e mulattieri dalle ville infette con buboni pestilenziali ancora aperti, ed in attualità di malattia vagavano liberi per le strade e pei mercati della città, ed alcuni di essi pure colà si morivano senza che il contagio venisse ad altri comunicato. Il dì 20 maggio arrivò pur a Larnica un bastimento infetto proveniente da Damiata con parecchi marinari e passeggieri attaccati dalla peste, i quali sbarcati presero alloggio nelle case di Larnica; un altro bastimento turco approdò egualmente nel porto di Lamica avendo al suo bordo varii appestati, de' quali ne morirono tre nell'atto dello sbarco. A malgrado tutto ciò, nessun abitante di Larnica, per quanto si seppe, venne attaccato dalla peste. Gli Europei ivi dimoranti non presero alcuna precauzione, nè alcuna ne presero gli abitanti del paese, eppure nessun danno ebbero a risentirne; la peste non s'è comunicata ad alcuno di essi — » [658] e 659