Nei mesi di luglio agosto e settembre non si udì più parlare di peste, e credevasi che fosse interamente estinta tanto a Limsol che negli altri luoghi. Ma in ottobre ripullulò, e di là si dilatò a Nicosia Capitale dell'Isola di Cipro, 25 miglia distante da Latachea, e nei mesi di dicembre e gennajo siffattamente si accrebbe, che i turchi spaventati dalla grandissima mortalità ordinarono pubbliche processioni e preghiere, che servirono a propagare vieppiù il contagio ed accrescer le stragi — » [659] a 670

Grande quantità di persone fuggite da Nicosia si ricovrarono a Larnica. Solo allora gli abitanti di Larnica incominciarono a temere per essi. Ed infatti nel febbrajo di quell'anno (1760) manifestaronsi nel porto di Larnica i primi sentori di peste, indi in Larnica stessa, dove morivano da 25 a 30 al giorno. Molti di quegli abitanti fuggirono alle montagne. La peste continuò ad affligger Larnica per tutto il mese di aprile. Contemporaneamente si dilatò nelle isole vicine, a Famagosta, ed invase la provincia di Carpaso. Continuando le emigrazioni dalla città di Larnica il contagio andò in essa proporzionatamente scemando. In maggio era nel pieno suo declinare — » [660]

Mentre infieriva a Larnica e a Famagosta si andava estinguendo a Nicosia. La mortalità a Larnica non fu gran fatto considerevole. Non così a Nicosia, dove secondo Patrick Russel da quella pestilenza morirono circa venti mila turchi, e da quattro a cinque mila greci e armeni: mortalità sterminatrice rispetto al numero della popolazione di detta città, che si calcolava di circa quaranta mila abitanti. Secondo Giovanni Mariti però, a soli venti mila ascendono gli estinti da quel contagio in tutta l'isola. Nel giugno la peste cessò quasi intieramente in tutta l'Isola di Cipro. In luglio i Francesi colà dimoranti cantarono il Te Deum in rendimento di grazie, e tutte le case degli Europei ritornarono alle usate comunicazioni di prima — » [661]

A quegli stessi anni 1759, 1760 la peste afflisse pur crudelmente una parte della Palestina, della Siria, della Mesopotamia, non che parecchi altri luoghi. — Essa venne quasi generalmente preceduta dalla carestia e dalla fame. — Nella Palestina e nella Soria, oltre che dalla carestia, venne pur preceduta da replicate fortissime scosse di terremoti, che distrussero nel 1759 porzione della città di Damasco, e danneggiarono molto s. Giovanni d'Acri e Medina di Sidone. — In Aleppo oltre alla carestia desolatrice venne preceduta negli anni 1758-59 da una febbre maligna petecchiale, che cagionò sì grande mortalità come se fosse stata vera peste bubonica. Nella primavera 1759 comparve una cometa; nel 1760 un'eclissi solare: fenomeni questi tutti che gli Orientali sogliono risguardare come precursori della peste; nello stesso modo che per forieri e quasi compagni della peste sogliono risguardare la straordinaria mortalità degli animali, l'irregolarità della stagione, la maggiore abbondanza d'insetti, l'abbandonare che fanno gli uccelli i consueti loro nidi, il meno sonoro dell'ordinario gracchiare de' ranocchj ec. — » [662] a 664

A Medina di Sidone, a Tripoli nella Soria, a Latachea la peste andò percorrendo regolarmente i suoi stadii dal marzo all'agosto 1760; nè fu di grande violenza, mentre il numero dei guariti eguagliò incirca quello dei morti. Nei dintorni di Tripoli si riaccese nel 1762 — » [662]

A Gerusalemme si sviluppò nel febbrajo 1760, e vi produsse orribili devastazioni sì nella città che ne' villaggi dei contorni. Nel convento di Terra santa fra vent'un sacerdoti ne morirono dicianove — » [662] e 623

A Damasco si manifestò nel marzo dello stesso anno 1760, e la mortalità vi fu immensa, forse maggiore che in verun altro luogo: così in altre città picciole e villaggi della Palestina, ne' quali ne vennero per essa orribili devastazioni — » [ivi]

Mentre la peste faceva le più grandi stragi a Damasco, e lungo le città marittime della Palestina e della Soria, gli abitanti della città di Aleppo erano presi da forti timori, che vicina fosse la comparsa anche fra essi del tremendo flagello; nè andò molto che si è pur fra essi manifestato — » [663] e 664

Descrizione della peste di Aleppo — » [664] a 673

Al principio di maggio 1760 arrivarono in Aleppo alcune carovane da Damasco, da Gerusalemme, da Latachea con parecchi individui infetti. Fra questi tre mercanti turchi, che presero alloggio, in città in una casa vicina al Consolato Inglese. Costoro comunicarono il contagio alla famiglia presso cui alloggiarono. Alla fine del maggio altre carovane arrivarono da Gerusalemme, e da Tripoli con parecchi pellegrini turchi e cristiani, tra' quali eranvi alcuni negozianti di Aleppo. Questi facendo ritorno da' luoghi santi contrassero l'infezione per via; e ricovratisi senza verun ostacolo presso le proprie famiglie in città, propagarono più estesamente l'esiziale contagio — » [664]