Ciò non pertanto fu assai lento in detto anno (1760) l'avanzarsi del morbo, e dappoichè si vedeva che non veniva attaccato dal contagio nessun degli ebrei, i quali fra tutti sono sempre i più facili a contrar l'infezione; e che quelli che assistevano i malati ne andavano per lo più esenti, vi ebbe appena chi dicesse che quel morbo vera peste si fosse — » [665]
In sul finire di giugno si accrebbe la mortalità, più facile divenne il comunicarsi del contagio; e vieppiù si diffuse sì nella città, sì ne' sobborghi aggiacenti abitati da molte famiglie cristiane. In luglio la ferocia del morbo s'accrebbe ancora più, ma nella prima settimana di agosto cominciò a declinare. Si manifestarono le malattie così dette intercorrenti, o almeno la peste cominciò a vestire una diversa apparenza. Dopo la metà di agosto gli attacchi divennero sempre più rari. Alla fine di agosto la peste scomparve — » [666]
A malgrado che il contagio fin dal principio manifestato avesse la sua più grande malignità, mentre di sei appestati uno appena salvavasi; pure per tutto l'anno 1760 fece lenti progressi, ed il numero de' morti in tutto quell'anno, secondo le note raccolte dal D.r Russel, non montò che a 500 circa. Avvi però ragioni per credere che molto maggiore sia stata la mortalità se si rifletta alla vastità delle contrade e dei sobborghi di Aleppo, al numero della popolazione, all'indole della malattia; se si consideri che in quel paese non vi avea nè polizia sanitaria nè registri di morti, che i calcoli del Russel sono stati desunti dalle relazioni de' becchini, i quali tenevano conto di que' soli che nel seppellirli mostravano chiari segni di peste; finalmente all'asserzione dello stesso Russel, il quale confessa che in quell'anno avea badato meno attentamente al numero de' morti che negli anni susseguenti — » [666] e 667
Cessata la peste in Aleppo speravasi che non avesse più a riprodursi; ma ne fallì la speranza.
I villaggi delle vicine montagne fra Antiochia e Latachea, dove il contagio, cessato in Aleppo, s'era manifestato, continuarono ad esserne afflitti per tutto il verno; anzi sotto i rigori del freddo, che quell'anno fu più acuto dell'ordinario, erasi rinvigorito assai fieramente. Dai detti villaggi le persone già infette che s'erano rifuggiate nelle pianure sparsero il rio seme del morbo specialmente a Edlib, Sogre, e ad Aleppo stesso: ciò che avvenne anche per il libero comunicar fra Aleppo e Damasco, dove la peste continuava — » [668]
Nel marzo del 1761 si spiegò il contagio nelle ville di Aleppo, in Aleppo stesso, e circa alla metà del mese nel campo degli Arabi, e fu tale la violenza del morbo fin dal suo principio, che gli Arabi spaventati abbandonarono nella maggior parte le proprie tende e si rifuggiarono nelle case de' lor conoscenti ed amici. Di settanta appestati appena due andavano salvi. Nè solo fra gli Arabi, ma sì bene fra i Turchi ed i Maroniti si propagarono le stragi — » [668]
Sopraggiunte le feste del Bairam, al qual tempo i bazzari e i caffè sono straordinariamente affollati di gente, aumentandosi le ragion de' contatti, il morbo in proporzione si dilatò. In aprile si contarono 856 morti: in maggio 1211. Dopo la metà di aprile gli europei si chiusero nei loro quartieri. In giugno la peste infierì vieppiù, e somma fu la mortalità. Alla fine del mese in ispecielità giunse il contagio al suo più alto grado di forza e recò le maggiori rovine. Dal 31 maggio al 5 luglio sono morte 5535 persone, fra le quali 639 cristiani, e 183 ebrei. Penetrò nell'harem dello stesso Cadì, ed in parecchie famiglie de' principali signori turchi — » [669] e 670
Dopo la prima settimana di luglio fu rapida la declinazione del morbo. Dal 5 luglio al 2 agosto sono perite 2115 persone. Dopo la metà di luglio non moriva più alcuno prima del terzo giorno di malattia; mentre prima morivano dopo 10 ore dalla contratta infezione, altri, ed in maggior numero, in 24 ore. Verso la fine del mese ricomparvero febbri terzane ed altre malattie che diconsi di carattere, di un andamento diverso dalla peste. Il popolo in generale cominciò a rincorarsi. Gli europei, sì cristiani e sì ebrei, uscirono al pubblico, nè si viddero più deserti e abbandonati i bazzari come per l'innanzi. Dai 15 ai 31 agosto la mortalità fu minore che nel febbrajo che ha preceduto la peste, ed in settembre la pestilenza si risguardò terminata; ma le trepidazioni e le angustie di quegli abitanti non cessarono, dappoichè alcune morti improvvise, ed alcune febbri anomale mantennero vivi fra essi i timori, e solo nel marzo 1762 fu ristabilita la primiera tranquillità e sicurezza — » [670] a 673
Da Aleppo la peste s'innoltrò in altre città della Siria e della Mesopotamia, specialmente ad Arta, (o Orta) ove imperversò con la massima violenza; uccise il Bascià e quasi tutti i soldati e le persone del suo seguito. I villaggi dei dintorni rimasero spopolati quasi intieramente. Suez e Adena ne furono pur fieramente travagliate. Narrasi che in Adena e ne' vicini villaggi sono perite venticinque mila persone — » [673]
Nella primavera del 1761 la peste si manifestò anche nella città di Marasch, e vi durò più anni, cioè fino a tutto il 1765 con alcune tregue, e con alternative di maggiore o minore violenza, ora serpeggiando tacitamente, ed or divampando apertamente; ma sempre divenendo più mite ed appena sensibile durante l'inverno; fino a che nel 1765 aumentò in fiero modo le sue stragi, sì propagò nei vicini villaggi, e vi recò orribili devastazioni. — La lunga durata della peste a Marasch, più che in alcun'altra città della Soria, fu un singolare fenomeno — » [674]