Osservazioni sull'andamento della peste nel Levante, e sopra i fenomeni, che più facilmente inducono in errore nel riconoscerla al suo primo apparire e nel giudicarla — » [675] e seg.
La peste nel Levante tiene il medesimo andamento che in Europa. Cresce lentamente, va fluttuando, dilatandosi, e si aumenta poco a poco fino a che giunge al suo maggiore incremento. Non è però così del suo declinare, osservandosi in quest'ultimo suo periodo manifeste differenze, non solo secondo i luoghi, ma eziandio secondo il tempo; p. es. al gran Cairo la peste suol terminare quasi sempre più presto che in Aleppo e lungo le coste della Soria, ed ivi in certi anni più sollecitamente, in altri più tardi. Nell'Isola di Cipro si osserva dominare all'ordinario in sul finire d'autunno, nel corso dell'inverno, e nel principio di primavera, e cessar nella state. Ne' paesi montani suole imperversare particolarmente nel verno, ed infierire in proporzione dei rigori del freddo; mentre in altri cessa del tutto sotto i rigori invernali, e col procedere della cruda stagione — » [676] e 677
In nessun luogo è più manifesta l'influenza dell'aria pura, della libera ventilazione per menomare ed arrestare i progressi del contagio, quanto nei paesi del Levante Ottomano. E di fatti il morbo suol fare stragi fra le famiglie del popolo, che abitano case anguste, sepolte, senza finestre, senza ventilazione; mentre al contrario nel così detto Serraglio, nei palazzi dei grandi, che sono spaziosi, ventilati, con ampie sale e belle gallerie d'intorno, e con ogni possibile miglior maniera di costruzione adattati al clima, di rado vi penetra; e se giunge ad insinuarsi, non s'appicca ordinariamente che agli schiavi, alle persone di servizio, ed al più alle donne dell'harem le cui stanze non sono nè così ampie, nè così ventilate, per cagion de' ripari e dell'altezza delle finestre che vi si usano attesa l'estrema gelosia con cui quelle donne sono custodite — » [677]
La maniera di vivere e di conversare dei grandi della Turchia influisce del pari alla loro preservazione. Il naturale loro orgoglio non permette che alcuno ad essi si accosti. Giacciono la maggior parte del giorno in una gran sala nel fondo del loro Divano, fumando tabacco, prendendo caffè, ed occupandosi degli affari, solo in compagnia di persone di alto grado, le quali pur si tengono ad una certa distanza da loro. I servi ed i paggi stanno fuori dei Divano, e non si fanno avanti se non quando sono obbligati dal respettivo servigio, tornando poi subito al loro posto — » [678]
Nell'anno 1763 regnava la peste in Bosnia, confinante colla Dalmazia. Per la qualità dei confini assai difficile a custodirsi, non essendosi potuto impedire del tutto le comunicazioni col paese ottomano infetto, il contagio non istette molto a propagarsi in Dalmazia, dove andò serpeggiando qua e là più o meno palese pel resto del 1763. Travagliò con più forza quella provincia nel 1764, avendo infierito particolarmente nei borghi di Spalatro, dove sono perite in breve spazio di tempo 530 persone. Per ragion delle buone discipline e precauzioni usate, la città di Spalatro ne fu preservata — » [678] e 579
Gli anni 1769-1770-71-72-73 segnano una delle epoche più memorabili della storia riguardo alla peste.
A detti anni essa travagliò fieramente la Moldavia, la Valacchia, la Transilvania, la Podolia, la Volinia, la Russia, e Mosca particolarmente, come vedremo in appresso, la Turchia Europea e l'Asiatica, portando da per tutto grandissime stragi e rovine — » [679]
Nell'anno 1769 ardeva la guerra fra la Russia e la Porta Ottomana, cominciata in Moldavia. Dopo replicati combattimenti, ne' quali i Turchi furono posti in fuga, l'armata russa vittoriosa s'impossessò di Galatz, e di tutto quel tratto di paese che giace al di quà dal Pruth. Galatz fu presa d'assalto ed abbandonata al sacco. In detta città vi regnava la peste di fresco introdottavi col mezzo di mobili e di mercatanzie portatevi da Costantinopoli per ragion di una fiera che appunto vi si teneva in que' dì. Il comandante russo, che ignorava che colà vi fosse la peste, ordinò che ai soldati si desse quartiere nelle case della città, e di tal modo s'apprese il contagio alla truppa, che si diffuse co' suoi più manifesti segnali, ed uccise in breve non pochi soldati — » [681] e 682
Dietro l'ordine del supremo comandante conte di Romanzow l'armata si ritirò da Galatz e si diresse verso Yassy, dove mantenersi doveva in stretta contumacia, inviando i malati ad un Lazzereto. — Nella marcia da Galatz a Yassi minorate sensibilmente le malattie e le morti s'incominciò a dubitare che vera peste si fosse. Si distribuirono i soldati per le case di Yassi, ed i malati si allogarono nello stesso palazzo de' Principi di Moldavia, convertito in spedale. Tre settimane passarono tranquillamente, e solo nella quarta settimana osservarono i chirurghi dello spedale che vi comparivano molte febbri accompagnate da petecchie. Esse furono definite da prima febbri maligne. A parecchi di tali malatti in settima od ottava giornata compariva qualche bubone, che veniva risguardato qual decubito del male, con tanto più di persuasione quanto che non pochi malati, dopo una discreta e legittima suppurazione, guarivano — » [683]
Verso la fine della quarta settimana osservaronsi buboni e carbonchi, e morti repentine e sollecite, ed assai più frequenti. I timori di peste andaronsi quindi in proporzione aumentando — » [ivi]