Le affezioni degli altri organi sono più rare, come fu con qualche dettaglio accennato di sopra.
Dopo tutto ciò, ed a malgrado le lesioni che abbiamo indicato aver luogo più o meno frequentemente nella peste, a scanso di sbagli e di mala intelligenza, credo dover nuovamente notare ciò che altrove ho detto, sebbene con altre parole, cioè — che molte autopsie sono state fatte di cadaveri della peste senza che siano cadute sotto i sensi lesioni tali da poter essere riconosciute e giudicate come causa della seguita morte. —
Richiamandomi però alle cose precedentemente esposte, e gittando uno sguardo sul quadro delle lesioni che ho offerto, facendo attenzione alla qualità e gravità dei disordini che più o meno frequentemente s'incontrano nella peste, mi farò lecito di osservare, non dovere più recar meraviglia che questa malattia sia così eminentemente esiziale, e che la medicina possa così poco nella cura o sanazione di essa. Qualora anche l'esperienza di tutti i tempi non parlasse sì chiaro, il solo quadro offerto nella presente nota basterebbe a convincere, che non v'ha che un mezzo di trattare e di vincere la peste, quello cioè di attaccarla e distruggerla ne' suoi elementi, di render vani e privi di effetto i suoi colpi, ove non s'abbia potuto riescire di tenerla lontana ed impedir che s'inoltri. ([Torna] al testo)
(g) Nell'anno 1823 per Sovrana graziosissima Risoluzione fui promosso a Referente Sanitario presso il Governo delle Provincie Venete; nel 1825 a Consigliere effettivo di Governo e Protomedico presso lo stesso I. R. Governo; nel 1829 destinato Presidente del Magistrato di Sanità Marittima di Venezia, impiego onorevolissimo che mi offre l'opportunità di profittare d'un preziosissimo archivio ricco di tante belle Memorie, Regolamenti, Terminazioni, avvertenze, ecc., risguardanti sanitarii argomenti, ed appartenenti all'antico riputatissimo Magistrato Veneto di Sanità; al quale parecchi Governi di Europa usavano far ricorso chiedendo norme e consigli allorchè trattavasi di sistemare nei loro Stati quella parte della pubblica Amministrazione che alla Sanità Marittima si riferiva. Ed anche oggidì, per effetto forse della stessa alta riputazione di saggezza di cui godeva un tempo quella celebre Magistratura, varii de' principali Magistrati di Sanità Italiani e qualcun de' Stranieri non lasciano d'interpellare il parere del Veneto Magistrato nei casi dubbii di maggiore importanza, che interessano l'oggetto del comune istituto. Quanto onorevole e soddisfacente è pel Veneto Magistrato tale generosa fiducia, di cui va superbo, altrettanto lieto sarebbe di potervi corrispondere; ma se per causa di successione è divenuto l'erede usufruttuario di una parte della riputazione dell'antico Veneto Magistrato, gli duole di non poterlo essere egualmente delle sue facoltà. ([Torna] al testo)
Supplemento alla Nota [(d)]
sulle nuove istituzioni sanitarie nell'Oriente.
S. A. il Vicerè d'Egitto Mehmed-Alì con disposizione 31 Dicembre 1839 sciolse il Comitato Sanitario de' Consoli, o Commissione Sanitaria Consolare, instituita in Alessandria fino dal 1831 (V. pag. XLVII), e ve ne sostituì un altra composta di sette Intendenti tratti dal corpo de' Negozianti e di un Presidente. Il Presidente è lo stesso primo Ministro del Vicerè Boghos Jossouff. È stato compilato il relativo nuovo Regolamento Sanitario in lingua Italiana e venne comunicato in copia ai Signori Consoli prima ancora che fosse pubblicato.
I Signori Consoli Europei hanno protestato in data 4 Gennajo 1840 contro detta misura. Ciò nulla ostante venne pubblicata ed attivata.
Scrivono da Alessandria, che la nuova Intendenza offre tutte le possibili garanzie. — Il nuovo Regolamento non introduce notabili cambiamenti nelle disposizioni che già esistevano a difesa della salute pubblica; gli ufficii sanitarii continuano sul medesimo piede; e le relazioni sanitarie dell'Egitto cogli altri paesi rimangono com'erano prima.
Intorno allo stato della salute dell'Egitto, ecco alcuni particolari che ci pervennero da fonte sicura e che riportiamo in continuazione delle notizie già altrove riferite.
Nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio del 1839 imperversava la peste nella Palestina e nella Samaria e faceva orribili stragi particolarmente a Sumatra. Alcune reclute levate dai villaggi della Palestina arrivarono in Egitto senza essere state sottoposte ad alcuna contumacia o riserva ed entrarono in libera comunicazione. A tale derivazione venne attribuita la peste bubonica che dopo sei mesi di tregua scoppiò in Alessandria nel giorno 12 Maggio 1839. Altri casi si succedettero nei giorni 13-15-17-18-20- 23-24-27-28-30; in tutto 27 persone furono attaccate nel mese di Maggio, delle quali più di una metà sono morte, 22 sono state colpite nel successivo mese di Giugno, ed il numero dei guariti superò quello dei morti. In Luglio non si ebbe che qualche raro caso. In Agosto ogni scintilla di contagio era spenta. Tale andamento mite ed una diffusione sì limitata di un morbo solitamente assai fiero, sono dovuti forse in parte alle sollecite cure dell'amministrazione, più probabilmente però alla possente influenza della stagione e all'alto grado del calore dei mesi di Giugno e Luglio; giacchè come abbiamo osservato alla pag. 735 ed altrove, il principio contagioso della peste non resiste all'azione di un calore assai forte; e secondo l'esperienza degli Orientali abitatori dei paesi molto caldi, circa il solstizio d'estate il germe pestifero suol perdere della sua attività, e se anche non si spegne affatto, resta per solito così illanguidito o assopito da non lasciar più per quell'anno gravi timori di ulteriori funeste conseguenze.