Trovandosi la Moldavia e la Valacchia in preda alle devastazioni della peste, i signori di quelle Provincie, e particolarmente i più ricchi, abbandonarono le case loro e si rifuggiarono nel territorio della Transilvania, parte accampati sotto tende sulla linea del confine, altri entrati nei Lazzeretti, e la maggior parte rifuggiatisi nei villaggi montani limitrofi. Alte giogaje di monti dividono la Valacchia dalla Transilvania. Il confine è assai esteso e difficile a custodirsi. Il contagio quindi non istette molto a propagarsi nella Transilvania, ed invase primamente il più prossimo distretto di Corona; siccome quello che col paese vicino infetto era in più frequente e libera comunicazione. Le precauzioni per impedirle vennero prese troppo tardi — » [690] e 691
Già in maggio 1770 il morbo aveva oltrepassato i confini ed attaccata una famiglia del distretto transilvano di Corona, che aveva dato alloggio ad un greco di Bukarest. La fanciulla che aveva lavate le di lui robe ammalò con un bubone sotto l'ascella sinistra ed un carbonchio al gomito destro, e se ne morì in quattro dì. Ad essa tenne dietro la madre, un di lei fratello, ed una picciola sorella, morti tutti e tre dopo breve decubito da quel morbo medesimo. Al padre s'appiccò più mite il contagio, manifestatasi una parotide presso l'orecchio sinistro, e scampò la vita; lo che avvenne pur di un'altra fanciulla di sei anni, cui scoppiato era un bubone all'inguine sinistro. Il rio morbo da quella in altre famiglie del distretto non istette molto a diffondersi — » [691] e 692
Dal distretto di Corona il contagio si propagò in altri cinque di quella Provincia, cioè in quello di Fogara, di Rosmunda, nel comitato di Nangy-Sinken, nella contea di Hàromszek, nella residenza Csìken, e nella contea Marussich. In tutti questi sei distretti popolati da 3486 famiglie, la peste vi penetrò in 506. Ammalarono 1643 persone, delle quali sono morte 1204; In dicembre di quell'anno la peste era pressochè interamente cessata. L'ultima incidenza accadde il dì 20 marzo nella contea Marussich — » [694] a 700
Sintomi principali di questo contagio giusta la descrizione che ci ha lasciato di esso il celebre Chenot — » [692] e 693
Visitate dal D.r Bruckmann tutte le località infette, e riconosciuto che non vi erano in esse più che malattie ordinarie, ciò che fu considerato di buon indizio, furono dati gli ordini necessarii per gli espurghi; e ad essi si procedette ai primi del seguente aprile — » [700] e 701
Metodo ivi tenuto nell'eseguire detti espurghi delle case e suppellettili infette — » [701] a 708
Dal pubblico erario veniva rifuso al proprietario il prezzo delle case e delle robe abbruciate, sul dato della stima che per ciascuna doveva farsi precedere all'abbruciamento. Questa misura altrettanto provvida che benefica, tendeva ad impedire maggiori danni, facilitando la consegna degli effetti per l'espurgo e togliendo il motivo per cui venissero occultati — » [706] e 707
Essa però non bastò. Il popolo inclinato alla contravvenzione e non prestando fede alle fatte promesse ebbe bisogno di un severissimo bando per determinarsi ad ubbidire e consegnare tutti gli effetti all'espurgo. D'ordine sovrano venne conceduto un premio di tre zecchini d'oro a quello che scopriva merci od effetti nascosti, e stabilita la pena di morte per chiunque osava qualsivoglia effetto occultare o nascondere. Siffatta misura sortì pieno effetto. Gli espurghi furono condotti felicemente a termine, ed in maggio 1771 levati i cordoni vennero ristabilite libere le comunicazioni in tutta la Provincia, meno la Contea Marussich, che fu messa a pratica soltanto in giugno successivo — » [707] e 708
La peste continuava fra la truppa Russa ch'era di presidio in Moldavia e nella Valacchia. I soldati abbandonarono le case de' cittadini, ov'erano aquartierati, e si posero a campo aperto fuori dell'abitato. Pochi giorni dopo accampata all'aperto la truppa, la peste tra essa minorò d'assai. Il corpo più grosso dell'armata comandato dallo stesso general in capo conte di Romanzow si manteneva sano. Il comandante avea diretta la sua marcia verso la parte sinistra del Pruth confinante colla Bessarabia, già quasi deserta, e prese altre precauzioni per impedire le comunicazioni coi paesi infetti. I varii corpi della detta grande armata si mantennero sempre sani durante tutta la state a malgrado le molte vittorie riportate sopra i turchi, ed il ricco bottino fatto dal soldato vittorioso negli abbandonati campi nemici — » [785] e 786
Fra le cose allora notate si rileva; che entro alle mura di Bender, picciola città della Bessarabia sul Niester, vi regnava la peste, e grande n'era la mortalità sì fra i soldati turchi di presidio e sì fra gli abitanti prima dell'arrivo dell'armata russa, e durante l'assedio. Dopo un vivissimo e sanguinoso combattimento che durò tre giorni, dopo un continuo tirar di cannoni e moschetti sì da parte degli assedianti che degli assediati; espugnata che fu la città, la peste si vide cessata del tutto, nè avvennero altre incidenze — » [786]