Di chi per sol sospetto
Dovesse a render conto esser astretto;
Io sponte e volontario
Qui m'attacco e m'appico,
La causa per honor non ve la dico».
Avvenne pure ad Ottavio Salghieri, poeta, il quale, preso da frenesia del male, due ore prima di morire si desse a scrivere i seguenti versi a monsignor Flavio Querenghi:
«Langue il tuo servo, e non per vezzo alcuno,
Ma per un crudo e venenoso male,
Che si può dir, che non ne campi alcuno.
Io son ferito, e non de l'aureo strale,